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domenica 13 maggio 2012

PUNTATA SPECIALE DI "SIGNORI E SIGNORE IL WELFARE E' SPARITO!: UN'ALTRA FONDAZIONE IN ARRIVO?

Martedi 15 maggio dalle ore 18 in diretta su Radio Kairos 105.85fm e in streaming su www.radiokairos.it  1^ puntata speciale di "Signori e Signore il Welfare è sparito!"

Un'altra Fondazione in arrivo? L'Assessore Pillati annuncia la creazione di una Fondazione per le scuole materne comunali, poichè, a causa del "patto di stabilità", vi sono 465 bambini a rischio di esclusione per l'anno scolastico 2012-13 e circa 500 educatrici precarie.

Ne parliamo con:

  • Laura Branca che gestisce il blog "nidi di bologna"
  • Isabella Cirelli della Rete esclusi scuola di infanzia Bologna
  • Maria Vittoria Campoli del comitato "Giù le mani dai nidi di Modena"
  • Danilo Gruppi - Segretario Generale Cgil
  • Prof. Andrea Morrone - Professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università di Bologna










martedì 8 maggio 2012

POSTIAMO ARTICOLO DAL BLOG BOLOGNANIDI.BLOGSPOT.IT " I NIDI E I SERVIZI D'INFANZIA OGGI":

I nidi e i servizi d'infanzia oggi

Le cifre sono imponenti. Sono oltre 400 i bambini solo nel comune di Bologna, che nell'anno 2012-13 non troveranno posto presso le scuole dell'infanzia. E se siamo
abbituati a numeri di tale portata, ragionando attorno ai nidi, non così fino ad ora, sulle scuole. Eppure i problemi che i servizi nella fascia d'età 0-6 anni stanno affrontando sono molti e nel futuro non si prospetta niente di buono.
I perchè :
I punti di partenza devono essere davvero chiari. Da una parte c'è il solito e ormai consueto patto di stabilità, dall'altra un groviglio normativo che non consente l'assunzione ne' a tempo determinato ne' a tempo indeterminato. In sostanza non si può sostituire chi andrà in pensione, se non in minima parte, e non si può assumere il personale assente, per malattia o gravidanza. Questo è uno dei macro problemi. Il secondo è che lo Stato non investe sui nidi e non vuole prendersi in gestione le scuole dell'infanzia in caso siano gestiti dal comune.
Un altro perché che aiuta a capire le cifre dei bambini non accolti, è che le nascite sono in aumento, con un trend costante da alcuni anni, ciò significa che ci sono sempre più bambini che chiedono il servizio e meno investimenti a sostenerli. In ultimo si deve tener presente che le domande d'accesso ai nido sono in costante aumento.
Cosa sta succendendo?
Lo scenario che si presenta a livello nazionale ci racconta liste d'attesa in crescita al nord e nel centro e in calo al sud, dove le scuole dell'infanzia sono quasi nella totalità a gestione statale. A Ferrara tanto per rimanere in Emilia Romagna, una tra le più ricche in natalità, tra i nidi e le scuole risultano oltre 600 gli esclusi.
Soluzioni praticate e ipotizzate
Tra le più diffuse c'è quella d'appaltare a società private. Si hanno minori costi di spesa e non si deve sottostare a patto di stabiltà e limiti di assunzione. A determinare il minor costo è quasi sempre la minore retribuzione dei dipendenti che che hanno contratti peggiorativi. In molti casi i privati raggiungono ottimi risultati nel gestire i servizi ma nell'insieme, se si può fare un discorso generale, investono meno in ricerca e formazione del personale e di frequente non hanno cucina interna. Come dire nessuno fa i miracoli e ad un minor costo c'è un minor investimento in qualità e un risparmio sul personale (il costo del personale in percentuale ripsetto al totale si aggira sull'80%). Si può anche affermare, con un certo margine di sicurezza che dove c'è un buon pubblico c'è anche un buon privato. Il primo fa da traino al secondo. Un'altra strada percorsa è quella di una società mista: pubblica-privata. Modello che ha come vantaggio un minor costo di gestione, come per la precedente modello, ma può presentare problemi di trasparenza. Un esempio Parmainfanzia.
Modena avanza il progetto di una fondazione partecipativa che possa gestire i servizi in modo pubblico. Approvata nei giorni scorsi, la fondazione che sarà costituita in tempi brevissimi con soli fondi pubblici, con migliori contratti rispetto alle soluzioni precedenti, e con il vantaggio che la fondazione non dovrebbe rispondere a patto di stabiltà-groviglio normativo, quindi può assumere e investire. E' una strada nuova per i servizi educativi non certo per gli altri servizi alla persona che gli enti pubblici stanno da anni esternazando.
Un giro per l'Italia
Nel frattempo i problemi continuano. A Torino si è giunti all'accordo di esternalizzare per l'anno 2012-13 nove nidi d'infanzia nel giro di qualche mese, a Ferrara si esternalizzano nidi e scuole infanzia anche qui in modo rapido, Bologna discute sulla realizazzione di una fondazione (non si capisce se con soli fondi pubblici, con che tipo di contratti, entro quanto) ad Alessandria le educatrici scendono in piazza per raccogliere firme contro l'esternalizzazione, mentre Piacenza ha rosicato negli anni molto del patrimonio pubblico (oggi 7 sono i nidi comunali, 14 sono in convenzione). Il sud non fa notizia, i servizi sono talmente pochi che non riescono a soffrire di questa situazione.
Lo scenario futuro
Se nulla cambia e il governo non sceglie di investire nei nidi e prendersi carico delle scuole dell'infanzia ancora gestite dai comuni, è prevedibile un abbassamento della qualità, determinata da una riduzione di spesa sempre maggiore e in alcuni casi una contrazione dell'offerta, seguendo la ferrea logica di meno scuole e nidi, meno spese.
Un comitato nazionale
Per tutti questi motivi un comitato nazionale che possa raggruppare genitori parteciapi e attivi sul territorio nazionale, da Torino a Napoli, un gruppo di persone informate e con obiettivi comuni che fa pressione e cerca soluzioni alternative, rispetto al tema, può fare qualcosa e se non la differenza, almeno dar voce ai più piccoli, che in ultima istanza sono al centro delle difficoltà e non hanno il modo di esprimenrsi se non con i genitori.



mercoledì 18 aprile 2012

POSTIAMO NOSTRO COMUNICATO "CHI SI ACCONTENTA GODE! NOI? COSI’ COSI":

CHI SI ACCONTENTA GODE! NOI? COSI’ COSI’







In questi giorni si è concluso con un accordo il percorso di trattativa che negli ultimi mesi ha visto sindacati, Distretto di Casalecchio di Reno e Azienda Consortile InSieme confrontarsi sulle regole e le caratteristiche del prossimo bando di gara sui lotti interessati ai nostri servizi socio/educativi. 

L'accordo che è stato firmato vede al suo interno alcune garanzie importanti:

-        il mantenimento delle risorse degli anni scorsi.

-        un ampliamento delle garanzie per gli operatori, a partire dalla mensilizzazione della retribuzione, per fare in modo che gli operatori siano pagati per le ore del loro contratto e non a cottimo.

-        L'obbligo per le cooperative che vinceranno la gara di applicare integralmente il contratto nazionale e gli accordi territoriali, pena la risoluzione del contratto d'appalto stesso.


Ma....sì, c'è un ma.

Prima di tutto sappiamo di dover sorvegliare, controllare, fare rete con i colleghi per verificare che queste clausole siano rispettate, tanto da Asc quanto dalle cooperative.
Un appalto dai buoni propositi, ai tempi della crisi, non può che rincuorare noi operatori sociali.
Un buon inizio che però vorremmo sottolineare non significa che siamo già a metà dell’opera, tutt’altro! 

In generale temiamo che  non ci sia piena consapevolezza della posta in gioco, ovvero di cosa possa implicare lo smantellamento dei servizi sociali. Per quel che riguarda la prevenzione al disagio minorile quel che vediamo – come frutto dei tagli e delle riorganizzazioni – sono i  maggiori costi per l’istituzionalizzazione dei ragazzi non supportati da progetti educativi sul territorio, aumento esponenziale della dispersone scolastica, acuirsi, dentro la crisi, del conflitto sociale. Come si può ben capire le conseguenze del progressivo svilirsi di questi servizi ricade su tutti i cittadini e non solo su chi di questi servizi è beneficiario.
Discorso ancor più complesso per quel che riguarda l’handicap o i servizi di salute mentale. 
La politica dei tagli rischia di portare alla sensibile riduzione di percorsi educativi (ad esempio all’interno delle scuole) a sostegno di questi nostri concittadini e ciò significherebbe un pesante arretramento culturale della società, un ritorno al periodo in cui non c’era neppure un supporto normativo a favore delle istanze dei disabili e delle loro famiglie (la creazione dei Servizi, la L. 180 sono degli anni settanta, la L.104 e la L.68 ancor più recenti). Si tornerebbe al periodo dei disabili chiusi in casa, posti nell’impossibilità di viversi la propria vita con la pienezza che gli aiuti e i supporti educativi e non, fino ad oggi hanno potuto garantire. 
Se la civiltà di un paese si misura con la sua capacità di accogliere e aiutare i membri più in difficoltà, in pratica si tornerebbe alla vergogna e all’inciviltà. 
Noi operatori sociali abbiamo il dovere di farci sentire dappertutto, non è questo il tempo della delega. In quest’anno di mobilitazioni abbiamo visto che solo con la lotta veniamo ascoltati e presi sul serio dalle istituzioni e che le lotte messe in campo possono portare buoni risultati. 
 Siamo noi che con il nostro lavoro di prossimità rileviamo i bisogni del territorio, noi dunque i soli che possano portare progetti di risposta dentro ai tavoli di governo di questa città e di questa provincia. Dobbiamo essere costanti portatori di questa concretezza e non disgiungerla mai dal sogno del cambiamento: in troppi nelle stanze del potere continuano a credere che questo sia l’unico mondo possibile, per noi non è così. La crisi è strutturale, la risposta alla crisi non può che essere un cambiamento strutturale dell’organizzazione sociale. Un cambiamento nel segno dell’equità e della solidarietà, per quel che ci riguarda. Non pagheremo noi la loro crisi.

E infine il lavoro: la riduzione del welfare implica la riduzione dei posti di lavoro per le nostre professioni e con questo dato, drammaticamente immerso nella crisi, bisogna fare i conti. Chiediamo ai sindacati di battere un colpo, su questo argomento non meno importante degli altri temi.

Il nostro mestiere è bello, dovremmo esserne maggiormente orgogliosi, noi non costruiamo armi, non speculiamo in borsa, non lucriamo sulle disgrazie degli altri, noi creiamo relazioni di aiuto, lavoriamo nelle relazioni di cura: pensiamo, e lo stiamo dimostrando ogni giorno,  che valga la pena di battersi per la sopravvivenza di questa professione.
Quindi, per quanto riguarda la nostra realtà, quella casalecchiese, non ci accontenteremo solo di enunciati ma osserveremo ogni fase, e chiediamo alle parti sociali e politiche di farsi davvero carico di un controllo di chi governerà il processo conseguente alla gara d’appalto sia nelle Cooperative che nell’Ente pubblico affinché i nostri diritti di lavoratori e cittadini siano rispettati. Chiediamo che ci siano periodiche verifiche con i Sindacati che i diritti dei lavoratori siano rispettati da tutti.
Ci aspettiamo che la “riorganizzazione” che ci toccherà da vicino soprattutto a noi educatori ed ai nostri ragazzi, non significhi, come conseguenza, una mancanza di reali competenze, di progettualità concrete , ci auguriamo non produca  un progressivo ed ulteriore svilirsi dei servizi – che già lo sono da tempo - con drammatiche ricadute su tutti i cittadini.



NEANCHE MEZZ’ORA DI MENO

                                                                                          NEANCHE UN EURO DI MENO



                     PIU’ DIRITTI



                                                                    PIU’ DIGNITA’







Coordinamento Educatori Uniti Contro i Tagli





                                          







Mail:educatoriuniti2011@gmail.com   Blog: http://educatoricontroitagli.blogspot.com/   RADIO: “Signori e Signori il Welfare è Sparito” IN ONDA OGNI MARTEDI ALLE 18 SU105,85 FM oppure in streaming http://www.radiokairos.it/ dove poter scaricare il podcast alla sezione archivio

Face book: Educatori Educatoricontroitagli (Coordinamento)






lunedì 16 aprile 2012

POSTIAMO COMUNICATI DI CGIL E USB SULL'INTESA RAGGIUNTA TRA O.O.S.S. E ASC INSIEME (CASALECCHIO DI RENO):

 COMUNICATO FP CGIL


     Tra le Organizzazioni Sindacali e Asc Insieme  si è raggiunto un importante Accordo che fissa le regole che dovranno rispettare i soggetti privati che si aggiudicheranno i servizi alla persona relativi al bando che uscirà nei prossimi giorni nel Distretto dei comuni che fanno capo ad Asc Insieme.

 Un accordo innovativo: vengono affermati importanti obbiettivi quali la continuità occupazionale e il mantenimento delle condizioni economiche e normative nei cambi di appalto per il personale già impiegato se migliorative e l’affermazione della mensilizzazione anche per i soci delle cooperative.

  L'Azienda Consortile e il Distretto si sono impegnati anche a mantenere invariata la quantità di  risorse ad oggi impiegate sui servizi oggetto dell'appalto, una scelta importante per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, mentre si dà piena applicazione al progetto dell'educatore d'Istituto, per provare a risolvere in maniera decisiva il problema dell'assenza dell'utente. 


  In questo periodo di crisi è la riprova che l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni ai sindacati ai lavoratori attraverso i loro rappresentanti, può portare a risultanti importanti a partire dal valore del lavoro come garanzia dalla qualità dei servizi offerti.    Per Fp cgil è la riprova di quanto stiamo affermando in particolare con le mobilitazioni di questi giorni a difesa del lavoro: si può, anche in periodo di crisi, partire proprio dall’affermazione delle tutele e delle garanzie dei lavoratori più precari, in questo caso dei lavoratori degli appalti, per affermare la qualità dei servizi.


  Ci auguriamo di poter estendere questo importante risultato in altri Comuni a partire da quello Bolognese.


P.FP CGIL
Annamaria Margutti
  Simone Raffaelli

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COMUNICATO USB PRIVATO


CASALECCHIO (BO): INTESA TRA LE OO.SS. E L’ASC INSIEME SUL PROSSIMO BANDO DI APPALTO PER I SERVIZI ALLA PERSONA.


Venerdì 14 aprile 2012 è stato firmato un verbale di accordo tra l'azienda consortile per i servizi alla persona del Distretto di Casalecchio di Reno, ASC Insieme, e le OO.SS. USB e Cgil. Tale accordo andrà a rafforzare la cornice delle tutele per le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi nel prossimo bando di appalto per la gestione dei servizi alla persona nel Distretto di Casalecchio di Reno.
In particolare gli impegni presi dall’ASC Insieme riguardano la tenuta occupazionale, la continuità e la qualità dei servizi, per i quali la destinazione delle risorse rimane invariata rispetto all’ultimo anno.
Nel nuovo appalto i lavoratori saranno “riassorbiti” alle stesse condizioni normative ed economiche. I servizi saranno remunerati “a canone” dall’ASC alle cooperative appaltanti, in maniera da superare l’attuale sistema di fatturazione delle ore lavorate.
Questo nuovo sistema di remunerazione per i servizi, insieme ad un passaggio specifico nel quale si garantisce “ai dipendenti e ai soci con contratto di lavoro subordinato la retribuzione relativa alle ore contrattuali di assunzione” apre la strada alla mensilizzazione dello stipendio, il sistema per cui i lavoratori verranno pagati per le ore contrattuali e non più “a cottimo”, come invece ancora avviene in molte cooperative sociali.
Altro importante passaggio riguarda l’istituzione dell’Educatore di Istituto per i servizi scolastici: anche questa è una condizione migliorativa che va a superare il grande disagio della mancata retribuzione, per l’educatore, in caso di assenza dell’utente. Gli educatori scolastici, nel nuovo appalto, in assenza dell’utente “verranno impiegati, sulla base di specifica progettazione e su quanto previsto dai PEI, per progetti educativi individuali domiciliari e/o all'interno dell'Istituto Scolastico per attività di piccolo gruppo, laboratori, […] e in attività di integrazione con gli altri soggetti dell'Istituto”.
Un accordo quindi che restituisce una dose di dignità al lavoro sociale, estende le tutele e spazza via la discrezionalità assoluta sulla certezza dei salari e della qualità dei servizi a cui troppe volte si assiste nella gestione del welfare esternalizzato.
Riteniamo che quest’accordo debba fungere da esempio anche per le amministrazioni degli altri comuni della Provincia, a partire dal comune di Bologna.
L’operazione “trasparenza” sul prossimo bando dei servizi di ASC Insieme è stata resa possibile dalla determinazione del Sindacato ad impedire che a pagare la crisi, ed il conseguente taglio allo stato sociale, siano sempre i lavoratori. Ma è un risultato conseguito anche grazie all’impegno degli operatori del territorio, che sin dallo scorso anno hanno portato avanti una battaglia di dignità e tutela del welfare locale, al prospettarsi del taglio alle risorse e della riduzione degli interventi, che andavano a colpire il loro salario e la qualità dei servizi stessi.
In un periodo di riduzione dell’intervento sociale dei governi centrali e locali, di smantellamento delle tutele dei lavoratori, a fronte del rischio di inserire il famigerato “pareggio di bilancio” nell’art.81 della costituzione che si tradurrebbe in impossibilità di spesa per gli EE.LL. bisogna mettere in campo ogni “risorsa” a tutela del welfare: è una battaglia di civiltà che serve a garantire dignità, integrazione, pari opportunità, giustizia sociale.

16/04/12

USB Privato Bologna
Fabio Perretta


           

domenica 15 aprile 2012

CHI LI HA VISTI?


Vi postiamo un articolo dal Resto del Carlino di oggi, domenica 15 aprile 2012, che ci informa dell'accordo firmato tra le Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL ed ASC Insieme. C'è solo una cosa che non capiamo: ma l'accordo non è stato siglato soltanto da CGIL e USB? Ci risultano a fianco delle nostre lotte soltanto questi due sindacati.

CISL e UIL???? MA CHI LI HA VISTI?
Ci auguriamo che si tratti di una svista del cronista e che l'accordo non sia stato firmato anche dai fantasmi!


sabato 7 aprile 2012

VOLANTINO NOSTRA INIZIATIVA SABATO 14 APRILE "SIGNORE E SIGNORI IL WELFARE E' SPARITO! SCENDE IN PIAZZA":



IN CASO DI MALTEMPO L'EVENTO SI SVOLGERA' ALL'INTERNO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO "LA VIRGOLA".
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COMUNICATO STAMPA

GLI EDUCATORI CONTRO I TAGLI SCENDONO IN PIAZZA CON LA DIRETTA RADIO DEL PROGRAMMA
"SIGNORE E SIGNORI IL WELFARE E' SPARITO"
PER SENSIBILIZZARE, DISCUTERE E DIFENDERE WELFARE E SERVIZI SOCIO/EDUCATIVI E SCOLASTICI
DEL DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO

SABATO 14 APRILE 2012 ore 16 presso la Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno accoglieremo GENITORI, OPERATORI, CITTADINI, ASSOCIAZIONI, POLITICI con un presidio informativo e una mostra espositiva della lotta degli educatori contro i tagli.

A breve verranno messi a gara d'appalto tutti i servizi socio/educativi del distretto, vorremmo capire come i cittadini, i genitori dei ragazzi in carico ai servizi e gli operatori intendono il futuro welfare e discutere con loro della riorganizzazione dei servizi sociali che si sta preparando.

Quale livello di qualità avranno i servizi?
Verrà garantita la dignità dei lavoratori?

NOI CI SIAMO e VOGLIAMO RIBADIRE
NEANCHE MEZZ'ORA DI MENO!!!”




EDUCATORI UNITI CONTRO I TAGLI



RADIO: “Signori e Signori il Welfare è Sparito! Scende in piazza.” IN ONDA SABATO 14 APRILE DALLE ORE 16 in diretta su radio kairos 105,85 fm o in diretta streaming su www.radiokairos.it.

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Educatrici ed educatori contro i tagli


mercoledì 4 aprile 2012

IN VISTA DELLA GARA D'APPALTO NEL DISTRETTO DI CASALECCHIO, CONVOCAZIONE ASSEMBLEA SINDACALE CGIL-USB:

                                                        
Per gli operatori dei servizi alla persona dei Comuni del Distretto di ASC INSIEME (CADIAI, COOP. SOC. DOLCE, COOP LIBERTAS, CSAPSA E COOP LA RUPE)

Oggetto: assemblea retribuita.

per il giorno mercoledì 11 aprile, dalle ore 17:30 alle ore 19:30 è convocata dalle organizzazioni sindacali  FP-CGIL e USB Privato una importantissima assemblea sindacale retribuita presso la sala consiliare del Comune di Casalecchio di Reno
dalle ore 17:30 alle ore 19:30.
Ordine del giorno:
  1. Appalto ASC INSIEME;
  2. Varie ed eventuali.

P.FP CGIL
Anna Margutti
Simone Raffaelli

P.USB Privato
Fabio Perretta

martedì 3 aprile 2012

POSTIAMO ARTICOLO DAL SITO FANPAGE.IT, A SOSTEGNO DELLA LOTTA DEGLI OPERATORI ED OPERATRICI SOCIALI DI NAPOLI:

Domatori di leoni: quegli operatori sociali di Napoli che combattono la camorra senza stipendio [REPORTAGE]


Nove mila operatori sociali senza stipendio da tre anni, un debito di oltre 100 milioni di euro tra il Comune di Napoli e case famiglia, istituti e maestri di strada. Eppure, loro continuano a combattere la camorra lì dove nasce il disagio sociale: tra le strade della grande periferia che è questa città.


Sono migliaia gli operatori del terzo settore a Napoli: maestri di strada, titolari di case famiglia, operatori in istituti per minori a rischio. La loro missione è sottrarre braccia alla camorra, ma non vengono pagati da anni e le banche passano a riscuotere



Cento milioni di euro di debiti tra il Comune di Napoli e gli operatori sociali che in città svolgono il proprio lavoro da tre anni senza percepire né stipendio, né rimborsi spese. Sono in 9 mila e prestano aiuto a oltre 20 mila napoletani indigenti: invalidi, minori a rischio, famiglie disgregate. Il loro è un mestiere importantissimo, perché cercano di arginare le profonde ferite che in questa città creano l'humus culturale in cui nasce la camorra. Eppure, nonostante il loro intervento sia predisposto per legge -come l'affidamento a una casa famiglia per i minori maltrattati- lo Stato, la Regione e il Comune continuano a operare tagli al terzo settore.

“Il sociale è la priorità di questa amministrazione” afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, mentre sotto Palazzo San Giacomo infuriano le proteste di disoccupati e operatori del terzo settore. Il Governo ha tagliato di più del 70% i finanziamenti destinati all'assistenza, azzerando persino quelli destinati ai non auto-sufficienti. La Regione Campania guidata dal presidente Stefano Caldoro ha ridotto tutte le risorse destinate al settore, mentre la situazione debitoria del Comune di Napoli è gigantesca: 100 milioni di euro di debiti con operatori sociali, istituti e case famiglia. Sono anni che lavorano senza percepire lo stipendio e c'è chi come Anna Schettini -presidente della casa famiglia Shannara- ha dovuto contrarre debiti per oltre un milione di euro con le banche per andare avanti. “Ci manca il latte, ci manca il cibo” denunciano non soltanto le case famiglia, ma anche gli istituti che seguono i minori a rischio nel doposcuola.

Inchieste e tagli mettono il terzo settore di Napoli in ginocchio. La Procura indaga su un giro di case famiglia che hanno gonfiato le note spese a dismisura, chiedendo rimborsi abnormi (ad esempio, per caschi di banane dal valore di 150€). A rimetterci, come al solito, sono le case famiglia oneste che rendono i propri bilanci pubblici e trasparenti. Dei 70 milioni di euro annui che sarebbero necessari per garantire i livelli minimi di assistenza, i fondi messi a disposizione ammontano appena a 26 milioni. La Regione Campania, che è una di quelle più problematiche e con il maggior numero di famiglie che fanno richiesta di assistenza presso gli operatori sociali, ha destinato loro negli anni scorsi un budget di 70 milioni di euro -si tratta dello stanziamento di minore entità in tutta Italia.

I domatori di leoni contro la camorra. Giovanni Savino è un operatore sociale, maestro di strada nella periferia orientale della città. Ci racconta come con il dialogo e l'esempio strappa quotidianamente decine di ragazzi dalla strada. Come Marco, che prima faceva uso di cocaina e era dentro al “sistema” di Barra, che ora lo segue cercando di redimere i suoi ex-compagni: “Se fai una rapina guadagni appena 100€, se poi ti prendono ne spendi come minimo 200€ di avvocato. Non ne vale la pena”. C'è anche Carlo, che ci spiega perché si entra nel sistema a 13 anni: “Stai a casa e non sai che fare, perché a scuola non ci vai più. Il lavoro non c'è e se lo trovi ti sfruttano soltanto. Così, esci per strada e trovi il modo per fare soldi”. “Noi domiano i leoni -ci dice Giovanni- Se un leone che è sempre stato incatenato, che ha subito qualsiasi tipo di violenza, aggredisce il pubblico, poi è facile prendersela con l'animale. La colpa non è sua, noi facciamo i domatori di leoni senza nemmeno la carne per tenerli a bada”.