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martedì 6 marzo 2012

“L’’EDUCATORE E LA CRISI”

 
Laboratorio di Teatro dell’Oppresso:
Estetica e Teatro Immagine.
Quando > 31 Marzo e 1 Aprile 2012

Durata ed Orario > 12 ore: Sabato 10.00 – 13.00/14.00-20.00; Domenica 10.00 – 13.00

Dove > c/o Il CUBO, Via Zanardi 249 Bologna (BUS 18, 11A)

A chi si rivolge > Ad un gruppo di 15 (min.) – 25 (max.) Educatori Sociali e Professionali che lavorano sul campo, che sperimentano sulla propria pelle i tagli al welfare e le difficoltà del lavoro sociale oggi, ma che hanno ancora voglia di mettersi in gioco in un percorso di scoperta e di creazione collettiva, condividendo vissuti, rappresentazioni, esperienze personali e professionali.

Cosa> Il laboratorio di focalizzerà sull’Estetica dell’Oppresso, parte integrante del metodo del TdO, che stimola le persone a riscoprire la propria capacità creativa ed artistica partendo dal bagaglio espressivo individuale e collettivo. Si lavorerà quindi sull’esplorazione delle possibilità di raccontarsi, come Educatori, attraverso di versi canali espressivi: la parola, l’immagine, il suono.

Materiale necessario > 3 oggetti personali che rimandino al proprio vissuto come educatore/trice. Nel dettaglio: un’immagine (foto, cartolina, dipinto, disegno, etc…), un brano musicale (su cd o chiavetta), un testo scritto (poesia, frammento di racconto, brano breve di romanzo, etc…, lunghezza massima 2 pagine) che in qualche modo rappresentino il proprio “essere educatore/trice” della persona che li propone. Questi materiali possono essere di produzione propria (meglio) o meno.
Inoltre: 5 oggetti di "pattume pulito" (carta, cartone, legno, metallo, vetro, plastica, stoffa altro) ossia materiali che possano essere  usati – trasformati – riciclati.

Costi > €3 (se non li hai cambi puoi lasciarne anche 5€…). Per l’assicurazione sarebbe necessaria la tessera ARCI; se non l’hai puoi farla per 10€ sabato. La quota di iscrizione, poco più che simbolica, servirà per l’affitto della sala e per il sostegno delle attività di “Educatori contro i tagli”.

Conduttore> Alessandro Tolomelli


Per saperne di più sul Teatro dell’Oppresso e sul conduttore: www.teatrodelloppresso.it
Per informazioni ed iscrizioni: frankina75 @yahoo.it



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Educatrici ed educatori contro i tagli

sabato 3 marzo 2012

NOSTRA NOTA DI RINGRAZIAMENTI PER LA CALOROSA PARTECIPAZIONE ALLA FESTA DEGLI EDUCATORI UNITI CONTRO I TAGLI.



Ieri sera ha avuto luogo la festa degli educatori contro i tagli di Casalecchio di Reno per festeggiare un anno di iniziative e di lotte contro i tagli al welfare. Vogliamo ringraziare innanzitutto il TPO perché ormai è la 5 volta che ospita una nostra iniziativa, ringraziamo tutti Voi per esserci ogni volta, tutti coloro che sono stati al nostro fianco come le maestre degli asili nido, assistenti sociali, operatori sociali, artisti come i cantanti dei gruppi che partecipano alle nostre feste, tutti.



Non abbiamo voluto fare una festa fine a se stessa ma volevamo cogliere l’occasione  per  raccontare  da dove nasce tutto, chi siamo e cosa festeggiamo.



Da dove è nato il coordinamento degli educatori uniti contro i tagli è  presto detto: un giorno fra i tanti tra dicembre 2010 e gennaio 2011, circolavano voci fra gli educatori del distretto di Casalecchio, che i propri servizi sarebbero stati tagliati. Senza un confronto con i lavoratori, con le parti sociali, con le famiglie, e con le Cooperative che gestivano i Servizi sul territorio, veniva comunicato da un giorno all’altro con modalità assai discutibili,  che ASC, Azienda Consortile, ovvero uno spin-off dei Comuni del Distretto di Casalecchio di Reno, avrebbe tagliato di 1,5 milioni di euro le risorse destinate ai servizi sociali ed educativi.

Una perdita netta di 15-20 posti di lavoro tra il personale socio/educativo, rinforzando così l’incubo degli ammortizzatori sociali per centinaia di lavoratori e lavoratrici (operatrici e operatori) i cui stipendi già difficilmente superano i 1.000 euro al mese.



I Servizi da tagliare dovevano essere la scuola, ossia un taglio agli interventi di sostegno alla disabilità, ai centri socio/educativi,  l’educativa di strada e al lavoro.

Tutto ciò significava demolire un lavoro di anni sui minori a rischio di devianza, agli esclusi sociali, agli ultimi. E com’è finita?  

Abbiamo vinto, almeno la prima parte della lotta, abbiamo respinto il taglio.

Abbiamo dimostrato che i lavoratori, i genitori, la cittadinanza possono essere più forti se uniti.



Ci sono state le nostre lotte, manifestazioni insieme alle famiglie ed ai ragazzi con cui lavoriamo, articoli sui giornali, partecipazione ai tavoli sulla riprogettazione dei servizi, assemblee sindacali, promozione di una assemblea sul welfare da cui abbiamo potuto ricavare e pubblicare una brochure e ci siamo dati da fare per creare delle forme di comunicazione per raccontare tutto questo e produrre materiale:



-          un blog che in un anno ha raggiunto più di 33 mila visualizzazioni, sul quale mettiamo tutto il nostro materiale, articoli di giornale e comunicati sindacali che ci riguardano o riguardano argomenti che ci interessano.

-          una trasmissione radio  che va regolarmente in onda ogni martedì alle 18 su Radio Kairos dal titolo “Signore e signori il Welfare è sparito” e che ha ottimi gradienti di ascolto, dove cerchiamo di dare voce e spazio agli operatori sociali.

-          una pagina facebook  dove abbiamo raggiunto più di mille amicizie e attraverso cui pubblicizziamo ogni nostro evento come quello di questa sera,  e siamo aggiornati su quanto accade ad altre realtà.



E’ attraverso questi mezzi che ci stanno conoscendo in altre parti di Italia, così come noi cominciamo a conoscere realtà con situazioni simili alla nostra come gli OSS indignati di Venezia, o di Napoli…

Lo scopo è quello fare rete con altre realtà per connettere le lotte, per essere più forti, poter prendere parola attivamente e non subire le politiche che ovviamente consideriamo scellerate del governo precedente ma anche di questo. Lo vogliamo fare con forza e in tutti i modi possibili.



Chi siamo: siamo educatori professionali e  non, siamo assistenti sociali, siamo operatori di base,   che lavorano da anni sul territorio Casalecchiese e Bolognese, siamo dipendenti quasi tutti di Cooperative da molto tempo ma siamo anche cittadini che vogliono un welfare vero e più giusto. Siamo iscritti a sindacati diversi, a volta anche non iscritti a nessun sindacato, iscritti a partiti, non iscritti a partiti, siamo anche volontari e siamo anche soci di cooperative, qualcuno di noi crede anche nei valori della cooperazione, qualcuno crede di più nei valori della condivisione cittadina, qualcuno di noi è anche attivista di centri sociali, qualcuno di noi è ancora studente..…La cosa positiva è che la trasversalità che ci caratterizza come Coordinamento, senza dubbio ci arricchisce e fino ad ora ci ha resi liberi di esprimere le nostre posizioni su grandi ed importanti obiettivi riconosciuti da tutti.

Il nostro Coordinamento è sempre stato aperto e lo è anche ora, aperto a tutti quelli che vogliono con noi avere un punto di riferimento fuori dai cappelli, prendersi la parola come operatori e che vogliono farsi ascoltare. Laddove si lotta per un welfare più giusto noi ci saremo, laddove si lotta per migliori condizioni di lavoro noi ci saremo, laddove occorrerà difendere i posti di lavoro e lo stipendio, noi ci saremo!

Concerto del Parto delle nuvole pesanti alla nostra festa.

La nostra mostra: "Neanche mezz'ora di meno!" Un anno di mobilitazione.





Coordinamento educatori ed educatrici  contro i tagli




mercoledì 29 febbraio 2012

NOSTRO COMUNICATO: DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO, DOVE VANNO I SERVIZI EDUCATIVI?

«Ho inventato l’acqua in polvere, ma non so in cosa scioglierla». (Lenny Bruce)



Distretto di Casalecchio di Reno: dove vanno i servizi educativi?



Video meliora proboque, deteriora sequor.

(Vedo le cose migliori e le lodo, seguo le peggiori).



Tutti ricordiamo ancora, erano i primi mesi del 2011, l’avvio della lotta che gli educatori e le educatrici del Distretto di Casalecchio di Reno hanno promosso per bloccare i tagli annunciati dall'Azienda Consortile AscInsieme (ASC).
Una vertenza complessa, conclusasi con una sostanziale vittoria e il ritiro di gran parte di quei provvedimenti.
Una mobilitazione sostenuta e accompagnata  dai genitori dell'utenza, dai sindacati e da ampia parte della cittadinanza del Distretto. Anche alcune forze politiche del territorio sentirono la necessità di solidarizzare con le ragioni della protesta. 
In vista della scadenza dell'appalto, prevista inizialmente per dicembre, prorogata poi a giugno 2012, il Distretto e ASC hanno attivato un percorso, Come costruiamo il futuro del welfare nel Distretto di Casalecchio di Reno, volto a creare una  modalità concertata di riprogettazione dei servizi, coinvolgendo cittadinanza, scuole, utenza, terzo settore e sindacati.
L'assioma su cui si basano questi “Future Lab's” è la necessità di coinvolgere le soggettività legate ai servizi nella rimodulazione/ridefinizione degli interventi sui disabili, anziani, famiglie, adulti in difficoltà e disagio minorile.
A prescindere dal risultato, questa modalità “includente” presenta il vantaggio di “ascoltare” tutte le parti e determinare una modalità decisionale apparentemente non autoritaria e direttiva.
Il timore, alquanto fondato viste anche le recenti querelle sorte intorno alla questione recupero ore perse causa neve, è però quello che la vera discussione sulla riprogettazione non venga fatta in quella sede ma piuttosto in quella di approvazione dei bilanci delle Amministrazioni Locali. 

Non vorremmo dunque che il percorso Come costruiamo il futuro del welfare nel Distretto di Casalecchio di Reno, diventasse semplicemente un luogo di discussione utile a esibire un’immagine di condivisione e orizzontalità, mentre le reali risorse a disposizione dei Future Lab’s per determinare le facoltà di indirizzo sono veramente limitatissime (e forse già individuate).
Se è vero (come è vero) che sono cambiati i bisogni della comunità, allora si deve anche ammettere che questo modello di welfare fatica a soddisfare i bisogni dei cittadini, semplicemente perché è aumentato il numero di cittadini/famiglie poveri/e. Senza maggiori investimenti di know-how, di tempo educativo dedicato alla relazione con le persone svantaggiate o in stato di indigenza, non possiamo certo pensare di poter migliorare il benessere complessivo di una comunità.
Al contrario, rischiamo di creare un welfare basato sul pressapochismo della buona volontà dei singoli con un carico di lavoro insostenibile per le assistenti sociali e le figure educative collocate nei punti di giuntura tra i vari soggetti del territorio.
Suvvia, oggi nessuno può sostenere con una qualche argomentazione seria che il benessere di una comunità si migliora attraverso la riduzione dei servizi alla persona.

Pensiamo al disagio minorile.

Da più parti avanza l’ipotesi salvifica di fare ampio ricorso all’associazionismo e al volontariato, soprattutto attraverso la proliferazione di spazi di doposcuola (Bologna insegna) con un appeal notevole sulla cittadinanza, ma incapaci per loro natura di sostituirsi ai progetti educativi che ambiscono a lavorare sul minore nella sua complessità, per garantirgli gli strumenti necessari per sottrarsi ad una vita di privazioni sociali e culturali. Per tenerlo aggrappato al suo territorio, per evitargli un percorso di istituto, comunità o carcere minorile che sia, costoso per i Servizi e penalizzante per lui. Per scongiurare il proliferarsi di potenziali attori di un conflitto sociale che potrebbe un giorno rivelarsi ingovernabile.
Noi educatori delle cooperative sociali siamo consapevoli di avere un costo superiore ai lavoratori dell’associazionismo e del volontariato, ma sappiamo anche che solo il nostro lavoro può arginare l’invasione di fenomeni di devianza e di conflittualità sociale legati al disagio attuale che soffre il mondo giovanile.
Se si parla di un utilizzo sempre maggiore del volontariato nei servizi, parallelamente non si può non parlare di restrizione dei servizi di competenza degli educatori e delle assistenti domiciliari.
Non è certo qui in discussione la nobiltà o l’utilità del volontariato nel mondo contemporaneo. Molti di noi, in forma privata e non esibita, fanno attività di volontariato altrove.
Ma il volontariato non può che essere la prestazione volontaria (non retribuita) di un cittadino.
Non può trasformarsi in una presenza strutturata e permanente all'interno dei servizi.
Altrimenti, possiamo dire fin da ora addio ad un servizio di qualità, quello che si pone come obiettivo la progettualità permanente per modificarsi in base alle trasformazioni dei bisogni sociali e culturali del nostro tempo, quello che si offre come riferimento a chi ha bisogno di riferimenti, come cura, aiuto, sostegno, nell’accezione più nobile che siamo usi dare a queste parole.



“L’educazione non esiste, ma esistono gli educatori. In carne ed ossa: ed è il loro lavoro che può costruire, allora, un ambito di ricerca scientifica e cioè ciò che fanno, dicono, promettono, disciplinano. I gesti, le parole, gli esempi, le regole, creano ciò che chiamiamo educazione: e da questi fatti occorrerebbe partire per parlare di scienza”.

(Duccio Demetrio, pedagogista)






sabato 25 febbraio 2012

INVITO ALLA NOSTRA FESTA DI COMPLEANNO DEL 2 MARZO:

Vogliamo festeggiare insieme il primo anno della nostra esistenza e vogliamo ricordare a tutti che continueremo a lottare per il diritto al nostro lavoro e per il diritto ad un welfare più giusto. Vi aspettiamo numerosi, colleghe, colleghi, amici, amiche, parenti e simpatizzanti!




martedì 21 febbraio 2012

DIRITTO ALLA DISABILITA': SIAMO SOLIDALI

Riceviamo e postiamo una iniziativa di lotta per il diritto alla disabilità da parte dell' Organizzazione Sindrome di Angelman - Emilia Romagna
 
Ill.ma Sig.ra Ministro Fornero,

essendo impossibilitato causa disabilità grave a partecipare fisicamente alla manifestazione che, anche in nostra rappresentanza, stanno attuando nostri compagni disabili, Le invio la mia più determinata ed energica protesta chiedendole una riflessione su questo semplice argomento:
- se noi persone dalle condizioni di vita difficili e portatrici di gravi disabilità, saremo privati della indennità di accompagnamento concessa al solo titolo di minorazione,
- se la disabilità, le pensioni di invalidità, la indennità di accompagnamento, l'assegno di cura faranno reddito e se l'ISEE per il disabile sarà quello familiare e non personale

noi non potremo curarci perchè dovremo pagare, non potremo avere l'assistenza domiciliare perchè dovremo pagare, non potremo avere una badante perchè dovremo pagare, saremo costretti agli arresti domiciliari perchè saremmo costretti a pagare. Se ci riporterete agli anni '50, se ci costringerete a manifestare ad oltranza per non pagare due volte e per non vivere due volte nel disagio rispetto a chi è privo di disabilità, la responsabilità ricadrà esclusivamente e tutta intera su queste scelte del Governo, indubbiamente inique e sul Parlamento che le approverà.

Con ossequio

Firmato

giovedì 16 febbraio 2012

NOSTRO COMUNICATO SUL PROGETTO PEOPLE MOVER

COMUNICATO

 
Il progetto esecutivo per la realizzazione del People Mover è stato approvato. Pensiamo che l'Assessore alla Mobilità Andrea Colombo sia stato molto felice e orgoglioso nel dichiarare che:”Prima dell’avvio dei lavori, in ogni caso, la Giunta si impegna a promuovere un momento pubblico di informazione e trasparenza sul progetto, per chiarire a tutta la cittadinanza ogni profilo sia trasportistico che economico”.
In nome della trasparenza notiamo che insieme all'approvazione del progetto esecutivo è stato approvato l'aumento del costo dell'opera pari al 20%, ovvero un costo totale di 110 milioni di euro. Riteniamo che oltre lo spreco economico, non c'è fra l'altro una vera utilità a livello logistico per una città come Bologna.

Sottolineamo la parola “informazione” e “trasparenza”: in un paese democratico è stato approvato un progetto fortemente contestato in questo periodo storico di crisi, ma ora ci informano in maniera trasparente.
Si continua a parlare di buchi di bilancio, di crisi finanziaria, economica, di tagli gravosi sul welfare cittadino e la Giunta Comunale approva un costo significativo per un'infrastruttura trasportistica (Stazione-Aereoporto), senza investire sulle infrastrutture sociali.

Chiediamo a tutta la Giunta Comunale di assumersi quella responsabilità politica verso quei cittadini (anziani, famiglie, giovani e bambini) che necessitano di infrastrutture sociali e non trasportistiche

venerdì 10 febbraio 2012

EVENTO: 2 MARZO UN ANNO CON EDUCATORI ED EDUCATRICI CONTRO I TAGLI (NEANCHE MEZZ'ORA DI MENO!).


Venerdì 2 marzo 2012

Grande Festa di Compleanno

1 anno con...

Educatori uniti contro i tagli




Vi aspettiamo presso il TPO in Via Casarini 17/2 dalle ore 21 in poi...

cena: il piatto dell’operatore sociale
 

con la straordinaria partecipazione del parto delle nuvole pesanti

e concerto dal vivo dei nostri amici Etnia Supersantos

e per chiudere la nottata in bellezza dj set

con DJ Annie Bonnie e DJ Rox

musica rock – reggae – etnica

electro – funky




Vogliamo festeggiare insieme il primo anno della nostra esistenza e

vogliamo ricordare a tutti che continueremo a lottare per il diritto al nostro lavoro e per il diritto ad un welfare più giusto. Seguirà volantino


martedì 7 febbraio 2012

NOSTRA NOTA SULLA VICENDA SCUOLE CHIUSE, EDUCATORI/TRICI SENZA STIPENDIO:




Care colleghe e cari colleghi, anche grazie all'azione esercitata dagli Educatori su ASC e Cooperative, attraverso la diffusione tempestiva di documentazione al riguardo nelle sedi istituzionali e sotto l'occhio vigile del nostro “panda di neve”, di fronte al Comune di Casalecchio di Reno capofila del Distretto, abbiamo ottenuto un importante risultato: l'impegno da parte di ASC InSieme al recupero di tutte le ore perse dagli operatori in questi giorni di chiusura delle scuole.
ASC si è anche impegnata a organizzare quanto prima un tavolo di discussione con le cooperative
, per individuare gli interventi educativi su cui far convergere le ore da recuperare e fare in modo che gli educatori non subiscano alcuna penalizzazione economica per il mese di febbraio.


Sul Comune di Bologna si è ottenuto un risultato analogo, anche grazie all'azione di pressione condotta da un gruppo di educatori scolastici intervenuti al Consiglio Comunale di ieri, attraverso un'iniziativa promossa da USB.