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giovedì 15 ottobre 2015

Aggiornamento: audizione Educatori Uniti Contro i Tagli e Rete Nazionale Operatori Sociali per il riconoscimento degli "educatori senza titolo".

Montecitorio: Oggi in commissione 7, Salvatore Della Capa ( insieme a Stefania Tenan come auditrice) ha presentato i gruppi degli educatori e delle educatrici che rappresenta in questa sede (Eucit e REnos) ed ha spiegato quali modifiche o aggiunte suggerite ed evidenziato nodi critici riuscendo magnificamente a giostrarsi coi tempi concessi. Sono poi intervenuti altri rappresentanti di educatori e pedagogisti fra cui APEI .
Infine L'On. Santerini ha ringraziato ..."per le puntuali osservazioni e per aver dato testimonianza di un mondo sommerso che non è conosciuto dal grande pubblico, un mondo che non filtra sulla stampa e a cui si vorrebbe dare voce". Anche l'On. Iori ha ringraziato..." per l'apporto produttivo e prezioso di cui terranno conto nelle modifiche soprattutto per quanto riguarda le norme transitorie che effettivamente consentiranno di percorrere il passaggio dalla stagione dei cosiddetti senza titolo alla nuova stagione in cui sarà requisito fondamentale il titolo"......nella prossima trasmissione "Signore e Signori il Welfare è sparito" ascolteremo un lungo stralcio dell'intervento di Salvo.
Non abbiamo ancora in mano nulla ma la cosa rilevante oggi è che la realtà professionale dell'Educatore/educatrice con o senza titolo comincia a rendersi sempre più visibile. Grazie anche a noi!

Link video audizione: https://www.youtube.com/watch?v=WnJHW3wFCuU&feature=share




giovedì 8 ottobre 2015

COMUNICATO: “EDUCATORI SENZA TITOLO”, INCONTRO A ROMA IL 15/10.

Giovedì 15 ottobre alle 13,30 Gli Educatori Uniti contro i tagli e la Rete Nazionale ReNOS saranno accolti in audizione dalla Commissione Parlamentare 7 (cultura, scienza e istruzione), riguardo alle legge 2656 Iori sulla professione dell'educatore e del pedagogista. L'audizione si svolgerà nell'aula 
delle Commissioni, a Palazzo Montecitorio a Roma.

La nostra posizione è ormai nota: apprezziamo la proposta di legge e la volontà di regolamentazione, anche relativa al percorso universitario, ma vogliamo portare il nostro contributo affinché tale legge non dimentichi gli educatori "senza titolo", che da anni lavorano sul territorio, con competenze riconosciute e risultati effettivamente ottenuti. Questo per evitare che in un'identità professionale in costruzione si creino già due livelli distinti, un educatore di serie A e uno di serie B, per applicare finalmente un criterio meritocratico alla costruzione di tale identità e per scongiurare un problema occupazionale che potrebbe profilarsi enorme. Andiamo dunque, su invito della stessa On. Iori, a dire la nostra in sede istituzionale, proponendo concretamente alcuni punti da aggiungere al testo di legge.

Educatori uniti contro i tagli


RENOS (Rete Nazionale Operatori Sociali)

venerdì 25 settembre 2015

RITORNA “SIGNORI E SIGNORE IL WELFARE E’ SPARITO!” TUTTI I MARTEDI’ IN DIRETTA ALLE ORE 18.

Martedì 29 settembre ritorna "Signore e signori il welfare è sparito!" trasmissione ufficiale della Rete Nazionale Operatori Sociali, in diretta alle 18 dalle frequenze di Radio Kairos 105,85 fm (Bologna) e in streaming dal sito www.radiokairos.it L’unica trasmissione realizzata e condotta da educatori che da voce agli operatori del mondo del sociale, agli utenti, alle famiglie e alla società civile. Per continuare a parlare di Welfare e del mondo dei lavoratori e lavoratrici del sociale, con interviste e approfondimenti. Questa stagione, il programma si avvarrà della collaborazione delle realtà che sostengono la Rete Nazionale. Per una libera contro informazione sul mondo del sociale e dintorni. Tieniti aggiornato, stay tuned!!

mercoledì 23 settembre 2015

SOLIDARIETA' AL TPO (BOLOGNA): "TEMPI MODERNI"

TEMPI MODERNI

Assistiamo increduli all’ondata di misure restrittive della libertà personale che stanno colpendo in queste ore alcuni amici e compagni del TPO, del Labas e di altri spazi di attività politico-sociale in città. Accanto alla nostra più estesa e calorosa solidarietà, umana e politica, vorremmo unire anche la nostra voce, quella di chi si batte contro la chiusura e lo svilimento dei servizi alla persona in atto un po’ ovunque, a quella di chi, nel pensiero e nella pratica quotidiana, non si arrende all’idea del modello unico dominante e al suo bel modello di società escludente.
Ci pare inoltre necessario esprimere la nostra preoccupazione per il pericolo evidente, basta leggersi gli articoli di stamane sul principale quotidiano locale, che si voglia azzerare la convenzione comunale ad uno dei pochi spazio liberi di confronto politico e culturale rimasti in città, luogo di incontro e d’accoglienza per le istanze del territorio, non ultime le nostre. Lo sappiamo, nel mirino c’è un modello politico di pratica del dissenso e di alternatività. Dunque anche noi.
Non vorremmo che avanti di questo passo si arrivasse alla criminalizzazione, non solo della pratica delle idee, ma del semplice fatto di avercela, qualche idea.  


Educatori Uniti Contro i Tagli



martedì 22 settembre 2015

POSTIAMO APPELLO DELLA FAMIGLIA DI GIACOMO A CUI VA LA NOSTRA' SOLIDARIETA' E SOSTEGNO, GIUSTIZIA PER GIACOMO!!!

Siamo una famiglia della provincia di Ancona che desidera porre all'attenzione dell'opinione pubblica la Nostra triste storia. Al centro della vicenda c'è il nostro bambino Giacomo che, a soli quaranta giorni di vita, é stato vittima del crollo di un controsoffitto, causato dall'imperizia di chi ha svolto in maniera superficiale i lavori. Tredici anni di calvario per il piccolo, anche a causa di nove delicatissimi interventi chirurugici alla testa che ha dovuto subire. Altro calvario, purtroppo, quello causato dalla macchina della giustizia. A tutt'oggi, dopo tredici anni, Giacomo non ha ricevuto la giustizia che merita. Nonostante i colpevoli siano stati condannati penalmente in primo grado, (procedimento caduto in prescrizione ma reati confermati in appello) la condanna a quattordici mesi di reclusione viene sospesa in quanto l'imputato é incensurato; nel procedimento civile vengono condannati ad un risarcimento per Giacomo e la sua famiglia e al pagamento delle spese.
I condannati, che nel frattempo si sono liberati in toto dei loro beni, si sono dichiarati nullatenenti. Pertanto, ora, la famiglia di Giacomo, dopo aver subito un gravissimo danno deve sostenere anche le spese. Abbiamo iniziato una campagna di sensibilizzazione che ci vede impegnati su svariati fronti. Vogliamo risposte dalle ISTITUZIONI, soprattutto da quelle che si occupano dei diritti dei minori. Un bambino non può essere abbandonato in questo modo in uno stato di diritto! Abbiamo deciso di aprire una pagina Fb dove raccontiamo la nostra storia e postiamo tutta la documentazione relativa alla deplorevole vicenda giudiziaria. Vi invitiamo a visionare la pagina, intitolata "la veritá vuole giustizia", e, se volete, a sostenerla, magari con le vostre opinioni o eventuali suggerimenti e pareri, per noi utilissimi al fine di proseguire la nostra battaglia anche con la Vostra solidarietá.



Facebook: https://www.facebook.com/La-verit%C3%A0-vuole-giustizia-569874099810260/timeline/

martedì 28 luglio 2015

Report dell’incontro con l’On. Vanna Iori del 27 luglio.

Lunedì 27 luglio abbiamo avuto l'incontro con l'On. Vanna Iori, che è andato molto bene. Abbiamo avuto di fronte una persona preparata, conoscitrice della situazione, disponibile al dialogo e aperta al confronto.
Abbiamo dialogato sulla possibilità di integrazioni alla proposta di legge che porta il suo nome e che è ora in discussione in Commissione, per far sì che gli educatori già operanti nei servizi non paghino le conseguenze della, seppur giusta, regolamentazione della situazione nazionale lavorativa degli educatori e che non si creino, nella categoria professionale che si va definendo, educatori di serie A ed educatori di serie B. Dopo averci informato di aver inserito all'interno del testo della proposta una clausola riguardante la salvaguardia del posto di lavoro di chi già è attivo sui servizi, abbiamo discusso delle seguenti integrazioni:

1) Equipollenza degli educatori senza titolo specifico agli educatori col titolo in Educatore Sociale, Scienze dell'Educazione: tale percorso può avvenire attraverso un riconoscimento basato sull'esperienza di servizio e su criteri curricolari. Rispetto a questo abbiamo anche pensato a situazioni di demansionamento, avvenute negli ultimi tempi, di cui sono stati vittime educatori in varie parti d'Italia (vedi Liguria). Abbiamo quindi discusso sulla possibilità di includere anche tali figure nell'equipollenza, non vincolando il criterio dell'esperienza pregressa sul campo all'effettivo e attuale svolgimento delle mansioni educative sindacalmente e contrattualmente riconosciute.
2) Favorire gli educatori senza titolo presenti in zone grige, sui servizi da tempo minore rispetto ai criteri stabiliti nel punto 1, riconoscendo loro l'esperienza sul campo come tirocinio nel caso in cui si iscrivessero al corso di laurea di Scienze dell'Educazione.
3) Definire più a fondo e rinforzare alcune mansioni dell'educatore presenti nel testo di legge, come quello dell'educatore esperto come formatore degli educatori agli inizi professionali, in modo che possa essere riconosciuta come mansione lavorativa vera e propria a se stante.

La Iori ci ha anche spiegato le prospettive future a cui vorrebbe mirare dopo l'approvazione di questa legge, che a suo avviso non dovrebbe incontrare ostacoli significativi, dichiarando la possibilità di creare altre proposte che possano regolamentare anche altre figure non riconosciute pienamente e per nulla definite, come quelle del mediatore culturale e altre affini.

Saremo quindi invitati a settembre a partecipare ufficialmente alle consultazioni tecniche che sta svolgendo la Commissione. Si andrà quindi a Roma, nelle sedi parlamentari. In quella sede la Iori ci ha invitato a presentarci con le integrazioni scritte così come dovrebbero essere inserite nell'esatto punto del testo della proposta di legge. 

La legge creerebbe un punto zero nella definizione della categoria professionale dell'educatore dal momento della sua entrata in vigore.

Ci teniamo a sottolineare che oggi ci siamo presentati, e così ci presenteremo ufficialmente a Roma, non soltanto come Educatori Uniti contro i Tagli, ma anche come Coordinamento Nazionale ReNOS.

Educatori Uniti contro i Tagli


Rete Nazionale Operatori Sociali

lunedì 20 luglio 2015

AGGIORNAMETO SULLA CAMPAGNA PER IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI E PER LA TUTELA DELL’OCCUPAZIONE

Vi scriviamo per aggiornarvi, informarvi e condividere con voi qualcosa di importante.
Come tutti sapete gli Educatori Uniti contro i tagli di Bologna, con il sostegno della Rete Nazionale O. S., stanno portando avanti da quasi un anno una battaglia per il riconoscimento della professionalità dell'educatore.
In questi ultimissimi mesi ci sono state delle svolte abbastanza significative. Dal presidio sotto la Regione Emilia Romagna di fine maggio, abbiamo incontrato i tecnici della Regione, un paio di volte i responsabili provinciali e regionali di Legacoop, alcuni rappresentanti delle cooperative aprendo un dialogo su alcune recenti proposte di legge, miranti a regolamentare il marasma del mondo del lavoro educativo. Nell'ambito della figura dell'educatore sociale (e non sanitario), dopo alcuni nostri interventi sulla pagina facebook che hanno suscitato reazioni anche forti, siamo venuti in contatto con l'On Vanna Iori, parlamentare del PD. Vanna Iori ha creato una proposta di legge omonima (la torovate in allegato), in attesa di essere discussa in commissione, che ha il proposito, positivo a nostro avviso, di regolamentare, in particolare sotto l'aspetto formativo-curricolare, il marasma infinito del mondo del lavoro dell'educatore e del pedagogista. In tutto questo il rischio incombente da evitare è quello di far pagare però il prezzo di tale regolamentazione a chi è sui servizi da decenni e che ha sviluppato una alta professionalità, ma non possiede il titolo di educatore sociale. Detto ciò abbiamo mantenuto il contatto con la deputata, l'abbiamo intervistata in radio e lunedì 27 luglio la incontriamo alle 10 a Reggio Emilia, per aprire una discussione su quelle che possono essere eventuali integrazioni alla legge, al fine di non solo salvaguardare il posto di lavoro di chi lo possiede già, ma anche trovare un percorso per fare in modo che chi possiede un curriculum corrispondente a determinati criteri esperienziali e formativi possa ricevere un'equipollenza alla laurea di educatore sociale, o tramite una sanatoria o tramite un mini corso.
Se dovessimo riuscire a fare andare in porto la faccenda, significherebbe raggiungere un risultato di grande importanza a nostro avviso. Noi il 27 ci presenteremo dalla Iori non soltanto come Educatori Uniti contro i tagli di Bologna, ma anche come Rete Nazionale Renos, in modo da allargare il respiro di una rivendicazione, che ad ogni modo è su scala nazionale.
Vi ringraziamo tutti dell'attenzione e vi terremo aggiornati sugli sviluppi delle nostra campagna.

Educatori Uniti contro i tagli – Bologna
Rete Nazionale Operatori Sociali (Renos)

Link audio per approfondimento: https://soundcloud.com/radiokairos/signore-e-signori-il-welfare-e-sparito-20150630


martedì 30 giugno 2015

MONDIALI ANTIRAZZISTI 2015, GIRONE E ORARI PARTITE.

Colleghi e colleghe, amici e simpatizzanti, i mondiali antirazzisti 2015 si avvicinano e noi ci prepariamo per giocare e condividere lo spirito dei mondiali antirazzisti.
Sono usciti gli orari e gironi partite, gli educatori contro i tagli sono nel girone 21 e giocheranno nel campo 11. Eccovi gli orari delle nostre partite: giovedì alle 16:00 Educatori contro i tagli - Sc Trippa, venerdì 12:00 Educatori contro i tagli - Atletico Degrado; 14:00 Educatori contro i tagli - Sparuta Minoranza; 16:00 Educatori contro i tagli - Team Ciac e sabato alle 11:00 Educatori contro i tagli - Voci Dall'Africa. Vi aspettiamo per fare il tifo, giocare con noi o partecipare ai mondiali. Inoltre potete anche comprare le nostre magliette (10 euro) per sostenere le nostre battaglie a difesa dei diritti e della dignità degli operatori sociali. Stay tuned




domenica 21 giugno 2015

Precisazione in merito ai commenti sul nostro post riguardo alle rivendicazioni degli educatori senza titolo.

A quel post ci sono stati tanti commenti, segno che l’argomento scalda gli animi. Li abbiamo letti tutti: ce ne sono stati di gentili e di scortesi, alcuni coerenti e altri meno, alcuni di lecito dissenso e altri al limite dell’insulto. Ci teniamo quindi a fare chiarezza sui punti più importanti che sono emersi.
Prima di tutto però ci preme segnalare tutta la nostra amarezza, per non dire il disgusto, nei confronti di inviti pubblici apparsi in rete, a segnalare presunti abusi professionali laddove educatori privi del titolo starebbero svolgendo funzioni lavorative non di loro competenza. Tralasciamo pure discorsi riguardanti la responsabilità delle assunzioni, che è delle cooperative o degli enti pubblici e non del lavoratore e il fatto che l’educatore senza titolo è una posizione lavorativa prevista nel contratto nazionale di categoria, ci preme però sottolineare che inneggiare alla caccia alle streghe resti una delle azioni più riprovevoli della storia se non altro perché ci riporta ad un medioevo che speravamo superato. Auspichiamo dunque un passo indietro da parte di chi ha postato simile castronerie.
Gli Educatori Uniti contro i tagli raggruppano educatori con e senza titolo e sono nati per difendere dalle continue “sforbiciate” delle varie amministrazioni quel welfare senza il quale ci troveremmo tutti disoccupati, con o senza titolo. Noi crediamo fortemente in questo mestiere – perché é di un mestiere che stiamo parlando, non siamo così ingenui da pensarci dentro chissà quali dimensioni vocazionali di mission umana – e crediamo che sia giunto finalmente il momento che ci sia il riconoscimento dovuto ad una professione che nella storia recente del nostro paese ha avuto una grande rilevanza. Pensiamo anche noi che questo “marasma” normativo vada una volta per tutte risolto, che sia giunto finalmente il momento che il lavoro educativo trovi la sua collocazione definitiva (con confini maggiormente delineati) nel panorama italiano delle professioni e magari che ciò possa aumentare il nostro senso di appartenenza ad una categoria professionale che si identifichi con l’importanza sociale che porta dentro di sé. Prospettiamo un punto zero insomma, che veda riconosciute formalmente le posizioni legittime precedenti e dal quale ripartire sensatamente e con criterio. Anche noi siamo contro il pressapochismo e il dilettantismo.
Detto questo, crediamo anche che l’approdo ad una definizione normativa risolutiva del mestiere dell’educatore buttando a mare il pregresso, ovvero senza un precedente riconoscimento del lavoro svolto fino ad oggi da ognuno attraverso un’attenta valutazione di quanto costruito e delle competenze acquisite, sarebbe un grande errore. Un titolo di laurea certifica su carta un percorso formativo svolto nelle aule per la maggior parte del tempo, la progettazione, l’apertura e la gestione di servizi educativi efficaci e funzionanti sul territorio derivano invece da capacità, competenze e passioni che non possono essere improvvisamente ignorate e messe da parte. Quando qualcuno ci chiede se accetteremmo di farci operare da un dottore senza laurea, rispondiamo che il dottore impara concretamente a operare durante i 4 o 5 anni di specializzazione nelle corsie e nelle sale operatorio di un ospedale, non nei 6 anni in aula, dove certo, nessuno lo nega, apprende il bagaglio teorico alla base di tutto ciò che farà. Costruiamo dunque la nostra definitiva identità professionale, definiamola, ma senza dimenticare coloro che, anche senza titolo, questo lavoro da venti anni e più lo hanno costruito nelle sue prassi quotidiane, evitando di pensare che qualcuno possa arrogarsi il diritto di enunciare livelli di legittimazione per qualcuno o di delegittimazione per altri. Aggiungiamo che, in particolare in un territorio come la provincia di Bologna, l’impossibilità a proseguire il proprio lavoro per chi non è in possesso di un titolo (come certo bandi già stanno prevedendo), creerebbe un problema deontologico e occupazionale enorme. Non vogliamo una sanatoria tout court, tutt’altro, chiediamo di essere riconosciuti anche attraverso percorsi formativi, come furono a suo tempo quelli regionali organizzati dalle varie USL, con il riconoscimento di ciò che abbiamo fatto in tanti anni sul campo, compresi tutti i corsi di aggiornamento e formazione cui abbiamo partecipato. Non temiamo la valutazione sul campo delle nostre capacità, ci battiamo perché esse non vengano screditate e cancellate, ma anzi, riconosciute nella loro ricchezza.
Detto ciò, crediamo anche che nella guerra tra poveri a morire siano alla fine solo i poveri. Se i poveri invece si confrontano e cercano una strada comune, la storia cambia. Gli Educatori Uniti contro i tagli sono dunque disponibili ad ogni tipo di dialogo, lo cercano, sono pronti a spiegare approfonditamente le loro posizione, credono sia importante e necessario farlo. Chiunque voglia parlare con noi sarà ben accetto e si troverà di fronte ascolto e fame di confronto e condivisione.
In conclusione, ringraziamo la deputata Vanna Iori per essere intervenuta nella discussione. Vorremmo mantenere aperto il dialogo con lei e chiederle, se è possibile, in che modo la proposta di legge si propone di salvare le posizioni pregresse: è vero che nessuna legge è retroattiva, ma visti certi bandi in giro sarebbe importante che nel testo tale elemento fosse esplicitato chiaramente.


Educatori Uniti contro i tagli