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venerdì 13 febbraio 2015
martedì 10 febbraio 2015
ASSEMBLEA PUBBLICA "IL RICONOSCIMENTO DELLA PROFESSIONALITA' DELL'EDUCATORE SENZA TITOLO". BOLOGNA 23/02
ASSEMBLEA PUBBLICA "IL RICONOSCIMENTO DELLA PROFESSIONALITA' DELL'EDUCATORE SENZA TITOLO". LUNEDI' 23 FEBBRAIO ORE 20.
lunedì 9 febbraio 2015
"L'EDUCAZIONE NON SI SVENDE, SI DIFENDE!". SOSTENIAMO LA BATTAGLIA DEI COLLEGHI E DELLE COLLEGHE COINVOLTE NELL'ENNESIMO APPALTO AL RIBASSO A BOLOGNA.
L’EDUCAZIONE NON SI SVENDE, SI DIFENDE!
Oggi,
noi educatrici e educatori di Bologna prendiamo finalmente la parola.
Il
recente episodio dell'assegnazione dei servizi socio-educativi del Comune ha
suscitato l’indignazione di stampa, media, sindacati e associazioni. La coop.
marchigiana Mosaico vince la gara, grazie a un ribasso economico del 11%. Questa
logica del risparmio in tempi di crisi, soprattutto in settori così delicati
come quello socio-educativo, ha delle conseguenze devastanti.
Il taglio, pretendendo di mantenere
invariata l'apertura dei servizi, va ad incidere sulle ore di programmazione
degli operatori necessarie per riflettere, organizzare, pianificare obiettivi
educativi, sviluppare reti nel territorio.
Volete che questi servizi diventino
parcheggi-ghetto per bambini e adolescenti, spesso già a rischio di
marginalità?
Sono la nostra competenza e
professionalità a sopperire ai colpi accusati dal settore, tenendo insieme i
frammenti di un tessuto sociale sempre più disgregato. Da anni continuiamo a
subire riduzioni delle risorse ad ogni
nuovo bando.
Lo
strumento della gara d'appalto, così pensata, impedisce la continuità dei
progetti e la programmazione degli interventi sul medio-lungo periodo.
Il principio della concorrenza ha come unico
obiettivo il taglio delle risorse, senza dare il giusto valore alla qualità del
servizio.
Non sarebbe possibile emettere bandi
con modalità che prendano in considerazione solo la qualità nella gestione del
servizio?
Quali sono le intenzioni del Comune di
Bologna nella gestione dei prossimi bandi di gara del sociale?
Il portale web dell'Emilia Romagna
cita: “La Regione
riconosce i bambini, gli adolescenti e i giovani come risorsa fondamentale per
lo sviluppo della comunità […] titolari e portatori di diritti di personalità e
di cittadinanza che devono non solo essergli riconosciuti, ma che necessitano
di contesti favorevoli per essere compiutamente attuati.” principi
contraddetti dalle politiche sociali in atto.
La
crisi sociale, che accompagna e potenzia la crisi economica, assume un
carattere dilagante tra le fasce più vulnerabili della popolazione: il disagio,
la disoccupazione giovanile, l'abbandono scolastico, la povertà sono in
continuo aumento.
La
logica del ribasso è dunque la risposta
del Comune?
Chiediamo
una Bologna dove le ristrettezze economiche dell’amministrazione non si
ripercuotano sistematicamente nel welfare, da sempre fiore all’occhiello del
nostro territorio. Chiediamo una Bologna dove sociale significhi prevenzione
più che urgenza, perché questa città merita di meglio.
CONTINUEREMO
A MOBILITARCI PER DARE VOCE E VISIBILITÀ AL NOSTRO LAVORO E PER GARANTIRE
SERVIZI ALL’ALTEZZA DEI BISOGNI DEL NOSTRO TERRITORIO.
Lavoriamo per sviluppare le capacità
di espressione, l'autonomia, il protagonismo di bambini e adolescenti e
famiglie. Dobbiamo essere un esempio per loro, essere cittadini attivi e pretendere qualità.
In virtù di tutto ciò oggi lanciamo
un'assemblea cittadina permanente, estesa a tutti gli operatori socio-educativi
del territorio, che lavorano in moltissimi contesti: scolastico, educativa
domiciliare e di strada, comunità, diversamente abili, centri d’aggregazione,
centri giovanili, cura della persona, ecc… e che vivono le nostre stesse
condizioni di precarietà.
Gli educatori e le educatrici di Bologna
Link audio per approfondimento tema: https://soundcloud.com/radiokairos/signore-e-signori-il-welfare-e-sparito-03022015
Link audio per approfondimento tema: https://soundcloud.com/radiokairos/signore-e-signori-il-welfare-e-sparito-03022015
mercoledì 28 gennaio 2015
"MORTE DELLA COOPERAZIONE A BOLOGNA!"
Il
Comune di Bologna ha annunciato da qualche giorno il vincitore del seguente
bando dal titolo:
“GESTIONE
DI INTERVENTI SOCIO-EDUCATIVI A FAVORE DI BAMBINI, PREADOLESCENTI E ADOLESCENTI
NEI QUARTIERI NAVILE, SAN DONATO, SAN VITALE, PORTO, SARAGOZZA E SAVENA PER IL
PERIODO FEBBRAIO 2015 - AGOSTO 2016”.
Questo
è stato il primo bando proposto dal Comune di Bologna, a base europea e quindi
aperto a tutti. Prima d’ora i bandi venivano emessi dai singoli quartieri, in
cui lavoravano diverse cooperative. Per partecipare a questo bando si è creato
un ATI (Associazione Temporanea d'Impresa) formato dalle cooperative che già
gestivano i progetti: Dolce, Arci, OpenGroup (Voli, Coopas, La Rupe, Radio
Città del Capo), Il Pettirosso, Csapsa e La Carovana.
L'ATI
in questione ha perso, pur presentando un ribasso economico del 6%, e ha vinto invece
una piccola cooperativa di Fabriano, un paese in provincia di Ancona, che ha
proposto un ribasso di quasi il doppio (11%), per compensare a un punteggio
inferiore nella valutazione di qualità. Quindi dal primo febbraio tale
cooperativa marchigiana verrà a gestire i servizi socio educativi del tempo di
Bologna (centri socio-educativi, centri giovanili, educative di strada).
Rimane
probabile che i lavoratori che fino ad oggi hanno lavorato in questi servizi
vengano assunti dalla vincitrice, ma certo per ora non si sa a quali condizioni,
visto il taglio cospicuo. A parte il dover rispettare una legge che obbliga
alla continuità del posto di lavoro di almeno l'80% dei lavoratori già presenti
sui servizi, il Mosaico non possiede chiaramente alcuna conoscenza del territorio,
delle istituzioni, degli enti presenti e della rete creata negli anni.
Molte
cooperative dell’ATI sembrano intenzionate a fare un ricorso e provare così ad
annullare l'aggiudicazione di un bando di gara che proprio non convince.
Ma
a dire il vero, il sistema è malato da anni. Si assiste ormai da tempo, anno
per anno, semestre per semestre, a piccoli tagli ai fondi destinati al welfare.
Ritagli quasi mai di entità importante, in modo da non creare scalpore, ma
lievi “aggiustamenti”, fatti in nome di un momento storico di crisi economica e
di un risanamento degli sprechi delle precedenti giunte. Tagli che, sommati
insieme, hanno portato alla situazione drammatica dei servizi alla persona a
cui assistiamo oggi.
Non
c'è spazio per il ricorso, perché la cooperativa Mosaico ha semplicemente
presentato una proposta di spesa abbondantemente più bassa, in una gara
d’appalto in cui l’elemento al quale veniva dato maggior peso non era la
qualità del servizio, ma il ribasso economico. Il problema era nel bando stesso
e nel sistema politico-sociale che lo ha generato.
Coloro
che ne pagano direttamente le conseguenze, anche in questo caso come sempre,
sono i cittadini, ovvero tutti coloro che usufruiscono dei servizi, e gli
operatori sociali. Nessuno infatti ha informato la cittadinanza e i lavoratori
di ciò che stava e sta accadendo, né tantomeno del ribasso dei costi di spesa
presentati, 6% per l’ATi bolognese e 11% per la cooperativa di Fabriano.
Ancora
una volta gli operatori si trovano a vivere sulla loro pelle, pagandone a
proprio prezzo le conseguenze, le scelte inaccettabili e scellerate delle
istituzioni, delle municipalità e di tutti gli altri enti che dovrebbero
usufruire della loro professionalità e offrire loro un lavoro e non una nuova
sorta di schiavitù retribuita. Ancora una volta i cittadini, gli utenti dei
servizi, le famiglie – sulla cui necessità di valorizzazione e difesa tanto si
parla senza mai riuscire a prendere una scelta che davvero vada in quella
direzione – si ritrovano tra le mani le ceneri di servizi alla persona, che in
passato avevano fatto grande il nome di questa città.
I
grande sistema cooperativo di Bologna è morto. Tra le mani ci rimane giusto qualche
osso spolpato.
Crediamo che contro tutto questo, contro
il degrado totale del Welfare, contro l’annullamento di qualsiasi ricerca di
qualità, contro la trasformazione dei centri educativi in parcheggi
pomeridiani, degli interventi come semplice numero nelle rendicontazioni, contro
l’impoverimento totale degli strumenti di lavoro a scuola, abbiamo ancora la
possibilità e il dovere di alzare la voce. Quella di noi operatori sociali si
unisca a quella di chiunque abbia a cuore il futuro dei servizi alla persona,
della società intera e il proprio futuro e quello dei propri figli.
venerdì 19 dicembre 2014
Consiglieri Regionali Emilia Romagna, Università, Lega delle Cooperative.: Regolarizzare gli "Educatori Senza Titolo" con una sanatoria.
Consiglieri Regionali Emilia Romagna, Università, Lega delle Cooperative.: Regolarizzare gli "Educatori Senza Titolo" con una sanatoria.
L'Emilia Romagna è sempre stata una regione famosa per il suo sviluppato settore sociale, formato da una rete di enti pubblici, Asl, Asp e un Terzo Settore che, nella sua ricchezza e complessità, è uno degli attori principali nella gestione e nella erogazione dei servizi socio-assistenziali rivolti al cittadino.
Questa fama, in tutti questi
anni, si è costruita anche sul lavoro appassionato, efficace e costante degli operatori sul territorio, a
stretto contatto con le persone, indipendentemente dall’età, dal genere, dalla
condizione fisica, socio-economica, dalle credenze culturali e religiose. Educatori
che sono lì da anni, in carne ed ossa, a infilarsi tra le maglie del tessuto
sociale, creando relazioni, sostenendo le parti più fragili a rischio di
sgretolamento. Professionisti che hanno imparato, sulla loro pelle a affrontare
le situazioni più nascoste e più complesse della nostra società.
Tra questi educatori, molti, con
esperienza spesso pluridecennale e con lunghe formazioni teoriche, in aula e
sul campo, sono definiti “senza titolo”, ovvero senza la laurea universitaria
specifica, che solo da pochi anni è divenuta obbligo di legge ed è richiesta
come elemento vincolante nella ormai grande maggioranza dei bandi di appalto.
Quando la nostra Regione avrà
finalmente l'obiettivo etico e politico di regolarizzare anche il lavoro di
quanti hanno investito e lavorato per anni nei servizi rivolti a minori e
adulti – che talvolta hanno loro stessi avviato – con impegno e passione,
acquisendo professionalità e competenze sul campo e nelle ore di formazione?
Il rischio grave è che gli “educatori senza titolo”, la loro
professionalità e i risultati da loro raggiunti negli anni di lavoro vengano
considerati residuali o non considerati per nulla e quindi appieno svalutati.
C'è da chiedersi su cosa costruiremo il futuro dei servizi se non
diamo valore o, al contrario, buttiamo via il patrimonio esperienziale di chi
questi servizi ha contribuito a costruirli e a farli crescere?
Crediamo che una sanatoria non
solo sia possibile, ma sia l’unica opzione valida, l'unica strada da
intraprendere. Una sanatoria che regolarizzi la situazione lavorativa degli
“educatori senza titolo” che da anni lavorano sul territorio ed equipari la
loro professionalità, costruita sul campo e in ore di formazione, a quella di
coloro che il titolo lo hanno conseguito.
Una sanatoria, l'ultima, che regolarizzi situazioni instabili, che
valorizzi il lavoro svolto, che tuteli la storia di molti servizi attivi sul
territorio, che permetta alle nuove generazioni col titolo, formate in un momento
storico che vede mutate le condizioni lavorative e occupazionali, di poter
avere una base su cui poggiarsi e da cui attingere nel loro percorso di
crescita umana e professionale.
Chiediamo alla Regione Emilia
Romagna, all'Università e alle stesse Cooperative di coordinarsi per creare un
percorso di riqualificazione, così come è già avvenuto nel 1997 col corso
APRIS, che ha permesso il rilascio di attestati regionali di qualifica
professionale.
Chiediamo la regolarizzazione di una professionalità e di un lavoro
sul territorio che già esistono e che rivestono – soprattutto in tempi
culturali, economici e sociali delicati come questo – un’importanza enorme e
primaria, per continuare a lavorare positivamente insieme, contribuendo
attivamente allo sviluppo della società in cui viviamo.
Link: https://secure.avaaz.org/it/petition/Consiglieri_Regionali_Emilia_Romagna_Universita_Lega_delle_Cooperative_Regolarizzare_gli_Educatori_Senza_Titolo_con_una_/?nFsmdfb
Link trasmissione radio per approfondimento: https://soundcloud.com/radiokairos/20150120-signore-e-signori-il-welfare-e-sparito
Link: https://secure.avaaz.org/it/petition/Consiglieri_Regionali_Emilia_Romagna_Universita_Lega_delle_Cooperative_Regolarizzare_gli_Educatori_Senza_Titolo_con_una_/?nFsmdfb
Link trasmissione radio per approfondimento: https://soundcloud.com/radiokairos/20150120-signore-e-signori-il-welfare-e-sparito
Educatori Uniti
SABATO 20 DICEMBRE "FESTA DELL'ORGOGLIO EDUCATIVO - NO CUT PARTY" AL TPO.
Vi apettiamo alla "Festa dell'orgoglio educativo - No cut party", sabato 20 dicembre al TPO in via Casarini a Bologna.
Dalle 20: Aperitivo
20:30 Intervista a Marco Martucci con presentazione libro "Prima di morire"
22:30 Live: Banda Roncati, Minigonna Electro Funky, Nilza Costa, Reincanto Band (Andrea Gianessi + Frankspara) ed Etnia Supersantos
A seguire Dj Set con Dj Rox (Etno, Ska, Reggae e Rock)
Ingresso 3 euro
Non puoi mancare
Dalle 20: Aperitivo
20:30 Intervista a Marco Martucci con presentazione libro "Prima di morire"
22:30 Live: Banda Roncati, Minigonna Electro Funky, Nilza Costa, Reincanto Band (Andrea Gianessi + Frankspara) ed Etnia Supersantos
A seguire Dj Set con Dj Rox (Etno, Ska, Reggae e Rock)
Ingresso 3 euro
Non puoi mancare
mercoledì 10 dicembre 2014
AVVISO: PROBLEMI CON LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
Vi informiamo che per motivi decisi da facebook, la nostra pagina "educatori contro i tagli non è presente sul social network e di conseguenza anche il nostro evento "Festa dell'orgoglio educativo". Stiamo provvedendo a ripristinare la nostra pagina, cercando di mantenere nome, contenuti ed informazioni. Ci scusiamo dell'inconveniente con i nostri amici e contatti. Speriamo di poter tornare ad essere visibili e comunicare con voi nel più breve tempo possibile.
Gli Educatori Contro i Tagli ci sono e continueranno ad informarvi e lottare insieme a voi.
Gli Educatori Contro i Tagli ci sono e continueranno ad informarvi e lottare insieme a voi.
lunedì 8 dicembre 2014
Comunicato: "12 Dicembre 2014: in piazza per rivendicare diritti, non carità."
12 Dicembre 2014: in piazza per
rivendicare diritti, non carità.
In continuità con la
mobilitazione del 14 Novembre, cui abbiamo partecipato come membri della Rete
Nazionale Operatori, come Educatori
contro i Tagli aderiamo alla
giornata di sciopero e lotta del 12 Dicembre indipendentemente dalle sigle
sindacali che l’hanno convocata. Come trasversale movimento di lavoratori
riteniamo infatti doveroso cogliere ogni occasione per unire la nostra voce a
chi si oppone alle politiche economiche, sociali e del lavoro del governo Renzi e
della UE e si batte per la cancellazione della Legge Formero e dei contratti
atipici, contro l’abolizione dell’art. 18, per lo sblocco dei contratti del
Pubblico Impiego e per l’attivazione immediata di istituti come il reddito minimo
garantito. Come lavoratori del sociale
vogliamo inoltre portare in piazza il nostro particolare disagio e quello delle
persone cui rivolgiamo i nostri servizi, gli ultimi, gli inascoltati: ribadiamo
dunque il nostro No alla privatizzazione dei servizi e alle gare d’appalto al
ribasso, il nostro Si a misure a sostegno della tutela del posto di lavoro, al
ripristino immediato dei fondi nazionali per la sanità e l’assistenza, alla
piena applicazione delle regole legali e contrattuali. Concludiamo infine con
la ferma richiesta, non più prorogabile, che il tema delle povertà entri
nell’agenda dei governi nazionali e locali con priorità assoluta ed abbia dunque la precedenza
in sede di destinazione delle risorse disponibili.
Chi tra
noi sarà in piazza lo farà anche in nome e per conto di quelle migliaia di
lavoratori, trasversali a tutte le categorie, che a causa di forme contrattuali
sempre più precarie sono particolarmente ricattabili e di quelli che a causa di
gravose difficoltà economiche non sono nella condizione di sacrificare una
giornata di stipendio. A tale proposito
chiediamo alle sigle sindacali, tutte, di adoperarsi per mettere al più presto
in campo forti azioni di contrasto alle politiche governative ed europee,
azioni alternative ed efficaci che non
penalizzino in modo così pesante i tanti lavoratori che stanno vivendo da tempo
una situazione di insostenibile disagio.
I tempi
sono cambiati, in peggio.
Educatori contro i
Tagli
domenica 23 novembre 2014
"FESTA DELL'ORGOGLIO EDUCATIVO - NO CUT PARTY" SABATO 20 DICEMBRE 2014 AL TPO.
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