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mercoledì 18 aprile 2012

POSTIAMO NOSTRO COMUNICATO "CHI SI ACCONTENTA GODE! NOI? COSI’ COSI":

CHI SI ACCONTENTA GODE! NOI? COSI’ COSI’







In questi giorni si è concluso con un accordo il percorso di trattativa che negli ultimi mesi ha visto sindacati, Distretto di Casalecchio di Reno e Azienda Consortile InSieme confrontarsi sulle regole e le caratteristiche del prossimo bando di gara sui lotti interessati ai nostri servizi socio/educativi. 

L'accordo che è stato firmato vede al suo interno alcune garanzie importanti:

-        il mantenimento delle risorse degli anni scorsi.

-        un ampliamento delle garanzie per gli operatori, a partire dalla mensilizzazione della retribuzione, per fare in modo che gli operatori siano pagati per le ore del loro contratto e non a cottimo.

-        L'obbligo per le cooperative che vinceranno la gara di applicare integralmente il contratto nazionale e gli accordi territoriali, pena la risoluzione del contratto d'appalto stesso.


Ma....sì, c'è un ma.

Prima di tutto sappiamo di dover sorvegliare, controllare, fare rete con i colleghi per verificare che queste clausole siano rispettate, tanto da Asc quanto dalle cooperative.
Un appalto dai buoni propositi, ai tempi della crisi, non può che rincuorare noi operatori sociali.
Un buon inizio che però vorremmo sottolineare non significa che siamo già a metà dell’opera, tutt’altro! 

In generale temiamo che  non ci sia piena consapevolezza della posta in gioco, ovvero di cosa possa implicare lo smantellamento dei servizi sociali. Per quel che riguarda la prevenzione al disagio minorile quel che vediamo – come frutto dei tagli e delle riorganizzazioni – sono i  maggiori costi per l’istituzionalizzazione dei ragazzi non supportati da progetti educativi sul territorio, aumento esponenziale della dispersone scolastica, acuirsi, dentro la crisi, del conflitto sociale. Come si può ben capire le conseguenze del progressivo svilirsi di questi servizi ricade su tutti i cittadini e non solo su chi di questi servizi è beneficiario.
Discorso ancor più complesso per quel che riguarda l’handicap o i servizi di salute mentale. 
La politica dei tagli rischia di portare alla sensibile riduzione di percorsi educativi (ad esempio all’interno delle scuole) a sostegno di questi nostri concittadini e ciò significherebbe un pesante arretramento culturale della società, un ritorno al periodo in cui non c’era neppure un supporto normativo a favore delle istanze dei disabili e delle loro famiglie (la creazione dei Servizi, la L. 180 sono degli anni settanta, la L.104 e la L.68 ancor più recenti). Si tornerebbe al periodo dei disabili chiusi in casa, posti nell’impossibilità di viversi la propria vita con la pienezza che gli aiuti e i supporti educativi e non, fino ad oggi hanno potuto garantire. 
Se la civiltà di un paese si misura con la sua capacità di accogliere e aiutare i membri più in difficoltà, in pratica si tornerebbe alla vergogna e all’inciviltà. 
Noi operatori sociali abbiamo il dovere di farci sentire dappertutto, non è questo il tempo della delega. In quest’anno di mobilitazioni abbiamo visto che solo con la lotta veniamo ascoltati e presi sul serio dalle istituzioni e che le lotte messe in campo possono portare buoni risultati. 
 Siamo noi che con il nostro lavoro di prossimità rileviamo i bisogni del territorio, noi dunque i soli che possano portare progetti di risposta dentro ai tavoli di governo di questa città e di questa provincia. Dobbiamo essere costanti portatori di questa concretezza e non disgiungerla mai dal sogno del cambiamento: in troppi nelle stanze del potere continuano a credere che questo sia l’unico mondo possibile, per noi non è così. La crisi è strutturale, la risposta alla crisi non può che essere un cambiamento strutturale dell’organizzazione sociale. Un cambiamento nel segno dell’equità e della solidarietà, per quel che ci riguarda. Non pagheremo noi la loro crisi.

E infine il lavoro: la riduzione del welfare implica la riduzione dei posti di lavoro per le nostre professioni e con questo dato, drammaticamente immerso nella crisi, bisogna fare i conti. Chiediamo ai sindacati di battere un colpo, su questo argomento non meno importante degli altri temi.

Il nostro mestiere è bello, dovremmo esserne maggiormente orgogliosi, noi non costruiamo armi, non speculiamo in borsa, non lucriamo sulle disgrazie degli altri, noi creiamo relazioni di aiuto, lavoriamo nelle relazioni di cura: pensiamo, e lo stiamo dimostrando ogni giorno,  che valga la pena di battersi per la sopravvivenza di questa professione.
Quindi, per quanto riguarda la nostra realtà, quella casalecchiese, non ci accontenteremo solo di enunciati ma osserveremo ogni fase, e chiediamo alle parti sociali e politiche di farsi davvero carico di un controllo di chi governerà il processo conseguente alla gara d’appalto sia nelle Cooperative che nell’Ente pubblico affinché i nostri diritti di lavoratori e cittadini siano rispettati. Chiediamo che ci siano periodiche verifiche con i Sindacati che i diritti dei lavoratori siano rispettati da tutti.
Ci aspettiamo che la “riorganizzazione” che ci toccherà da vicino soprattutto a noi educatori ed ai nostri ragazzi, non significhi, come conseguenza, una mancanza di reali competenze, di progettualità concrete , ci auguriamo non produca  un progressivo ed ulteriore svilirsi dei servizi – che già lo sono da tempo - con drammatiche ricadute su tutti i cittadini.



NEANCHE MEZZ’ORA DI MENO

                                                                                          NEANCHE UN EURO DI MENO



                     PIU’ DIRITTI



                                                                    PIU’ DIGNITA’







Coordinamento Educatori Uniti Contro i Tagli





                                          







Mail:educatoriuniti2011@gmail.com   Blog: http://educatoricontroitagli.blogspot.com/   RADIO: “Signori e Signori il Welfare è Sparito” IN ONDA OGNI MARTEDI ALLE 18 SU105,85 FM oppure in streaming http://www.radiokairos.it/ dove poter scaricare il podcast alla sezione archivio

Face book: Educatori Educatoricontroitagli (Coordinamento)






lunedì 16 aprile 2012

POSTIAMO COMUNICATI DI CGIL E USB SULL'INTESA RAGGIUNTA TRA O.O.S.S. E ASC INSIEME (CASALECCHIO DI RENO):

 COMUNICATO FP CGIL


     Tra le Organizzazioni Sindacali e Asc Insieme  si è raggiunto un importante Accordo che fissa le regole che dovranno rispettare i soggetti privati che si aggiudicheranno i servizi alla persona relativi al bando che uscirà nei prossimi giorni nel Distretto dei comuni che fanno capo ad Asc Insieme.

 Un accordo innovativo: vengono affermati importanti obbiettivi quali la continuità occupazionale e il mantenimento delle condizioni economiche e normative nei cambi di appalto per il personale già impiegato se migliorative e l’affermazione della mensilizzazione anche per i soci delle cooperative.

  L'Azienda Consortile e il Distretto si sono impegnati anche a mantenere invariata la quantità di  risorse ad oggi impiegate sui servizi oggetto dell'appalto, una scelta importante per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, mentre si dà piena applicazione al progetto dell'educatore d'Istituto, per provare a risolvere in maniera decisiva il problema dell'assenza dell'utente. 


  In questo periodo di crisi è la riprova che l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni ai sindacati ai lavoratori attraverso i loro rappresentanti, può portare a risultanti importanti a partire dal valore del lavoro come garanzia dalla qualità dei servizi offerti.    Per Fp cgil è la riprova di quanto stiamo affermando in particolare con le mobilitazioni di questi giorni a difesa del lavoro: si può, anche in periodo di crisi, partire proprio dall’affermazione delle tutele e delle garanzie dei lavoratori più precari, in questo caso dei lavoratori degli appalti, per affermare la qualità dei servizi.


  Ci auguriamo di poter estendere questo importante risultato in altri Comuni a partire da quello Bolognese.


P.FP CGIL
Annamaria Margutti
  Simone Raffaelli

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COMUNICATO USB PRIVATO


CASALECCHIO (BO): INTESA TRA LE OO.SS. E L’ASC INSIEME SUL PROSSIMO BANDO DI APPALTO PER I SERVIZI ALLA PERSONA.


Venerdì 14 aprile 2012 è stato firmato un verbale di accordo tra l'azienda consortile per i servizi alla persona del Distretto di Casalecchio di Reno, ASC Insieme, e le OO.SS. USB e Cgil. Tale accordo andrà a rafforzare la cornice delle tutele per le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi nel prossimo bando di appalto per la gestione dei servizi alla persona nel Distretto di Casalecchio di Reno.
In particolare gli impegni presi dall’ASC Insieme riguardano la tenuta occupazionale, la continuità e la qualità dei servizi, per i quali la destinazione delle risorse rimane invariata rispetto all’ultimo anno.
Nel nuovo appalto i lavoratori saranno “riassorbiti” alle stesse condizioni normative ed economiche. I servizi saranno remunerati “a canone” dall’ASC alle cooperative appaltanti, in maniera da superare l’attuale sistema di fatturazione delle ore lavorate.
Questo nuovo sistema di remunerazione per i servizi, insieme ad un passaggio specifico nel quale si garantisce “ai dipendenti e ai soci con contratto di lavoro subordinato la retribuzione relativa alle ore contrattuali di assunzione” apre la strada alla mensilizzazione dello stipendio, il sistema per cui i lavoratori verranno pagati per le ore contrattuali e non più “a cottimo”, come invece ancora avviene in molte cooperative sociali.
Altro importante passaggio riguarda l’istituzione dell’Educatore di Istituto per i servizi scolastici: anche questa è una condizione migliorativa che va a superare il grande disagio della mancata retribuzione, per l’educatore, in caso di assenza dell’utente. Gli educatori scolastici, nel nuovo appalto, in assenza dell’utente “verranno impiegati, sulla base di specifica progettazione e su quanto previsto dai PEI, per progetti educativi individuali domiciliari e/o all'interno dell'Istituto Scolastico per attività di piccolo gruppo, laboratori, […] e in attività di integrazione con gli altri soggetti dell'Istituto”.
Un accordo quindi che restituisce una dose di dignità al lavoro sociale, estende le tutele e spazza via la discrezionalità assoluta sulla certezza dei salari e della qualità dei servizi a cui troppe volte si assiste nella gestione del welfare esternalizzato.
Riteniamo che quest’accordo debba fungere da esempio anche per le amministrazioni degli altri comuni della Provincia, a partire dal comune di Bologna.
L’operazione “trasparenza” sul prossimo bando dei servizi di ASC Insieme è stata resa possibile dalla determinazione del Sindacato ad impedire che a pagare la crisi, ed il conseguente taglio allo stato sociale, siano sempre i lavoratori. Ma è un risultato conseguito anche grazie all’impegno degli operatori del territorio, che sin dallo scorso anno hanno portato avanti una battaglia di dignità e tutela del welfare locale, al prospettarsi del taglio alle risorse e della riduzione degli interventi, che andavano a colpire il loro salario e la qualità dei servizi stessi.
In un periodo di riduzione dell’intervento sociale dei governi centrali e locali, di smantellamento delle tutele dei lavoratori, a fronte del rischio di inserire il famigerato “pareggio di bilancio” nell’art.81 della costituzione che si tradurrebbe in impossibilità di spesa per gli EE.LL. bisogna mettere in campo ogni “risorsa” a tutela del welfare: è una battaglia di civiltà che serve a garantire dignità, integrazione, pari opportunità, giustizia sociale.

16/04/12

USB Privato Bologna
Fabio Perretta


           

domenica 15 aprile 2012

CHI LI HA VISTI?


Vi postiamo un articolo dal Resto del Carlino di oggi, domenica 15 aprile 2012, che ci informa dell'accordo firmato tra le Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL ed ASC Insieme. C'è solo una cosa che non capiamo: ma l'accordo non è stato siglato soltanto da CGIL e USB? Ci risultano a fianco delle nostre lotte soltanto questi due sindacati.

CISL e UIL???? MA CHI LI HA VISTI?
Ci auguriamo che si tratti di una svista del cronista e che l'accordo non sia stato firmato anche dai fantasmi!


sabato 7 aprile 2012

VOLANTINO NOSTRA INIZIATIVA SABATO 14 APRILE "SIGNORE E SIGNORI IL WELFARE E' SPARITO! SCENDE IN PIAZZA":



IN CASO DI MALTEMPO L'EVENTO SI SVOLGERA' ALL'INTERNO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO "LA VIRGOLA".
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COMUNICATO STAMPA

GLI EDUCATORI CONTRO I TAGLI SCENDONO IN PIAZZA CON LA DIRETTA RADIO DEL PROGRAMMA
"SIGNORE E SIGNORI IL WELFARE E' SPARITO"
PER SENSIBILIZZARE, DISCUTERE E DIFENDERE WELFARE E SERVIZI SOCIO/EDUCATIVI E SCOLASTICI
DEL DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO

SABATO 14 APRILE 2012 ore 16 presso la Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno accoglieremo GENITORI, OPERATORI, CITTADINI, ASSOCIAZIONI, POLITICI con un presidio informativo e una mostra espositiva della lotta degli educatori contro i tagli.

A breve verranno messi a gara d'appalto tutti i servizi socio/educativi del distretto, vorremmo capire come i cittadini, i genitori dei ragazzi in carico ai servizi e gli operatori intendono il futuro welfare e discutere con loro della riorganizzazione dei servizi sociali che si sta preparando.

Quale livello di qualità avranno i servizi?
Verrà garantita la dignità dei lavoratori?

NOI CI SIAMO e VOGLIAMO RIBADIRE
NEANCHE MEZZ'ORA DI MENO!!!”




EDUCATORI UNITI CONTRO I TAGLI



RADIO: “Signori e Signori il Welfare è Sparito! Scende in piazza.” IN ONDA SABATO 14 APRILE DALLE ORE 16 in diretta su radio kairos 105,85 fm o in diretta streaming su www.radiokairos.it.

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Educatrici ed educatori contro i tagli


mercoledì 4 aprile 2012

IN VISTA DELLA GARA D'APPALTO NEL DISTRETTO DI CASALECCHIO, CONVOCAZIONE ASSEMBLEA SINDACALE CGIL-USB:

                                                        
Per gli operatori dei servizi alla persona dei Comuni del Distretto di ASC INSIEME (CADIAI, COOP. SOC. DOLCE, COOP LIBERTAS, CSAPSA E COOP LA RUPE)

Oggetto: assemblea retribuita.

per il giorno mercoledì 11 aprile, dalle ore 17:30 alle ore 19:30 è convocata dalle organizzazioni sindacali  FP-CGIL e USB Privato una importantissima assemblea sindacale retribuita presso la sala consiliare del Comune di Casalecchio di Reno
dalle ore 17:30 alle ore 19:30.
Ordine del giorno:
  1. Appalto ASC INSIEME;
  2. Varie ed eventuali.

P.FP CGIL
Anna Margutti
Simone Raffaelli

P.USB Privato
Fabio Perretta

martedì 3 aprile 2012

POSTIAMO ARTICOLO DAL SITO FANPAGE.IT, A SOSTEGNO DELLA LOTTA DEGLI OPERATORI ED OPERATRICI SOCIALI DI NAPOLI:

Domatori di leoni: quegli operatori sociali di Napoli che combattono la camorra senza stipendio [REPORTAGE]


Nove mila operatori sociali senza stipendio da tre anni, un debito di oltre 100 milioni di euro tra il Comune di Napoli e case famiglia, istituti e maestri di strada. Eppure, loro continuano a combattere la camorra lì dove nasce il disagio sociale: tra le strade della grande periferia che è questa città.


Sono migliaia gli operatori del terzo settore a Napoli: maestri di strada, titolari di case famiglia, operatori in istituti per minori a rischio. La loro missione è sottrarre braccia alla camorra, ma non vengono pagati da anni e le banche passano a riscuotere



Cento milioni di euro di debiti tra il Comune di Napoli e gli operatori sociali che in città svolgono il proprio lavoro da tre anni senza percepire né stipendio, né rimborsi spese. Sono in 9 mila e prestano aiuto a oltre 20 mila napoletani indigenti: invalidi, minori a rischio, famiglie disgregate. Il loro è un mestiere importantissimo, perché cercano di arginare le profonde ferite che in questa città creano l'humus culturale in cui nasce la camorra. Eppure, nonostante il loro intervento sia predisposto per legge -come l'affidamento a una casa famiglia per i minori maltrattati- lo Stato, la Regione e il Comune continuano a operare tagli al terzo settore.

“Il sociale è la priorità di questa amministrazione” afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, mentre sotto Palazzo San Giacomo infuriano le proteste di disoccupati e operatori del terzo settore. Il Governo ha tagliato di più del 70% i finanziamenti destinati all'assistenza, azzerando persino quelli destinati ai non auto-sufficienti. La Regione Campania guidata dal presidente Stefano Caldoro ha ridotto tutte le risorse destinate al settore, mentre la situazione debitoria del Comune di Napoli è gigantesca: 100 milioni di euro di debiti con operatori sociali, istituti e case famiglia. Sono anni che lavorano senza percepire lo stipendio e c'è chi come Anna Schettini -presidente della casa famiglia Shannara- ha dovuto contrarre debiti per oltre un milione di euro con le banche per andare avanti. “Ci manca il latte, ci manca il cibo” denunciano non soltanto le case famiglia, ma anche gli istituti che seguono i minori a rischio nel doposcuola.

Inchieste e tagli mettono il terzo settore di Napoli in ginocchio. La Procura indaga su un giro di case famiglia che hanno gonfiato le note spese a dismisura, chiedendo rimborsi abnormi (ad esempio, per caschi di banane dal valore di 150€). A rimetterci, come al solito, sono le case famiglia oneste che rendono i propri bilanci pubblici e trasparenti. Dei 70 milioni di euro annui che sarebbero necessari per garantire i livelli minimi di assistenza, i fondi messi a disposizione ammontano appena a 26 milioni. La Regione Campania, che è una di quelle più problematiche e con il maggior numero di famiglie che fanno richiesta di assistenza presso gli operatori sociali, ha destinato loro negli anni scorsi un budget di 70 milioni di euro -si tratta dello stanziamento di minore entità in tutta Italia.

I domatori di leoni contro la camorra. Giovanni Savino è un operatore sociale, maestro di strada nella periferia orientale della città. Ci racconta come con il dialogo e l'esempio strappa quotidianamente decine di ragazzi dalla strada. Come Marco, che prima faceva uso di cocaina e era dentro al “sistema” di Barra, che ora lo segue cercando di redimere i suoi ex-compagni: “Se fai una rapina guadagni appena 100€, se poi ti prendono ne spendi come minimo 200€ di avvocato. Non ne vale la pena”. C'è anche Carlo, che ci spiega perché si entra nel sistema a 13 anni: “Stai a casa e non sai che fare, perché a scuola non ci vai più. Il lavoro non c'è e se lo trovi ti sfruttano soltanto. Così, esci per strada e trovi il modo per fare soldi”. “Noi domiano i leoni -ci dice Giovanni- Se un leone che è sempre stato incatenato, che ha subito qualsiasi tipo di violenza, aggredisce il pubblico, poi è facile prendersela con l'animale. La colpa non è sua, noi facciamo i domatori di leoni senza nemmeno la carne per tenerli a bada”.


sabato 31 marzo 2012

RI-POSTIAMO ARTICOLO "NEANCHE MEZZ'ORA DI MENO!" DAL SITO BUONENOTIZIEBOLOGNA.IT, SULLA MOBILITAZIONE DEGLI EDUCATORI/TRICI CONTRO I TAGLI:

Neanche mezz’ora di meno!


La lunga lotta degli Educatori contro i tagli
“Siamo educatori ed educatrici, operatori ed operatrici impegnati nei Servizi dei Comuni del distretto di Casalecchio. Ci occupiamo del disagio sociale, da quello minorile all'handicap. Significa che ogni giorno affrontiamo situazioni di devianza, di povertà, di disagio, di abbandono sociale, di emarginazione nelle scuole, nei centri giovanili e sul territorio.” Ha inizio così lo scorso Gennaio la lunga lotta de Educatori contro i tagli, un gruppo di educatori di diverse realtà che hanno deciso di riunirsi in un coordinamento per dar voce al proprio dissenso. Scintilla della protesta: i tagli annunciati dai comuni e dall’ASC Insieme (Azienda Speciale Consortile valli del Reno, del Lavino e del Samoggia), su importanti aree quali disagio sociale ed handicap. Nasce così dal basso un coordinamento autonomo, volto a tutelare gli interessi lavorativi degli educatori e gli interessi di tutti gli utenti con cui ogni giorno lavorano.


Al grido di “Neanche mezz’ora di meno” stanno portando avanti ormai da quasi un anno, un movimento di protesta deciso a fermare i tagli che nel corso degli ultimi anni hanno ridotto i fondi per il welfare. Basti pensare che nel 2011 gli stanziamenti sociali sono diminuiti di un milione di euro rispetto al 2010, come riporta il Disegno di legge di stabilità 2011 e il Bilancio di previsione 2011 dello Stato.
“Sappiamo che ci sono meno soldi per il welfare e conosciamo i limiti dettati da questo momento di crisi - spiega Filippo, educatore e promotore del coordinamento – ma bisogna un po’ ripensare la spesa pubblica. Da una parte quindi facciamo “resistenza” ai tagli, dall’altra cerchiamo di formulare delle proposte per rimodulare, in questo periodo difficile, lo stato sociale. Anche perché in un momento di crisi ci dovrebbe essere più welfare, non meno.”

Dall’inizio della protesta il movimento è riuscito a portare a casa una piccola vittoria, riuscendo a far sospendere e bloccare una parte dei tagli che, per l’anno 2011, prevedeva una riduzione superiore a 1.500.000 euro. Tagli che, oltre a mettere a rischio posti di lavoro, avrebbero avuto gravi ripercussioni sugli utenti e sulle loro famiglie, in primis gli alunni disabili.
“Sappiamo che già dal 2012 ci saranno dei tagli diffusi – continua Filippo - e quello che vogliamo fare è mettere mano a questa situazione difficile perché la crisi non guarda in faccia nessuno e non fa sconti. Proprio per questo mai come ora c’è bisogno che ci si organizzi in prima persona. Chiediamo quindi alle amministrazioni locali di assumersi la responsabilità di fare scelte anche difficili, di capire come recuperare più soldi e come rimodulare gli investimenti, facendo anche scelte coraggiose.”

Del coordinamento Educatori contro i tagli fanno parte anche operatori che provengono da GECO, cooperativa sociale che si è vista costretta a chiudere i battenti a causa del fallimento del consorzio EPTA. Gli educatori ex Geco hanno finalmente ricevuto il 15 novembre scorso i quattro stipendi arretrati (maggio, giugno, luglio e agosto) che non erano stati loro corrisposti proprio a causa della liquidazione. Entrati in cassa integrazione straordinaria in agosto sono poi passati, in seguito ad un accordo raggiunto con i sindacati, ad altre cooperative le quali però, sempre a causa dei tagli, hanno fornito loro contratti con un monte ore nettamente inferiore a quello precedente.
Un educatore spesso si ritrova a lavorare in aree molto critiche quali il disagio giovanile, la devianza, l’assistenza all’handicap, la tossicodipendenza. Situazioni dure quindi, impegnative da un punto di vista fisico, ma soprattutto emotivo e psicologico. Un piccolo errore fatto per distrazione, stanchezza o troppo lavoro può minare e mettere a rischio l’intero rapporto educativo instaurato, recando danni all’utente. Perché il lavoro di un operatore sociale è con “materiale umano”.
Il lavoro educativo è un lavoro quindi di grande responsabilità e richiede alta professionalità e come tale, quindi, dovrebbe essere riconosciuto anche a livello economico, così come vengono riconosciute professioni quali il medico, lo psichiatra, il chirurgo.
Ma il costo orario medio di un educatore assunto da una cooperativa si aggira al netto intorno alle 7 euro l’ora. Praticamente nulla, in confronto alle situazioni critiche e difficili in cui gli educatori si trovano a lavorare ed all’enorme responsabilità che grava sulle loro spalle. Ma almeno quel minimo di stipendio dovrebbe essere garantito di diritto a fine mese.

A fianco degli Educatori contro i tagli si sono schierati, in questa rivendicazione pacifica, gli stessi disabili, le loro famiglie, le associazioni di volontariato e tutta la cittadinanza sensibile e consapevole della grave situazione che si sta vivendo.
“Ridurre le risorse a Regioni e Comuni vuol dire costringerli a ridurre i servizi - afferma Daniela Mignogna, rappresentante dell’associazione Orsa e promotrice del flashmob che il 29 ottobre scorso in piazza Nettuno ha visto coinvolti disabili, famiglie ed operatori sociali. I primi servizi destinati ad essere sacrificati sono quelli sociali, già pesantemente segnati dagli interventi a riduzione del Fondo Nazionale Sociale e delle risorse per la non autosufficienza. Una situazione particolarmente difficile proprio in un momento in cui dovrebbero, al contrario, essere definiti i livelli essenziali e stimato il relativo fabbisogno finanziario.”
“Non dimentichiamo – continua Daniela - che il Libro Bianco del ministro Sacconi del luglio 2009 propone, quale elemento fondamentale del nuovo “welfare delle opportunità”, il ridimensionamento del pubblico e il riscatto del privato, lo “sviluppo di un sistema a più pilastri” (con forme integrative di assistenza sanitaria a fianco della sanità pubblica) e il riconoscimento del valore del “dono” quale strumento di straordinaria potenzialità. In altri termini, ai più deboli non resta che sperare nella pratica della carità!”
La scure che negli ultimi anni si è abbattuta sugli stanziamenti sociali penalizza quindi disabili, anziani, bambini, famiglie ma anche, e in maniera forte, gli operatori del settore. Quello che si sta verificando infatti è un impoverimento a cascata che coinvolge sia gli utenti che gli educatori, con lo stato sociale a serio rischio di sparizione.
Un quadro quindi quello che si delinea del welfare decisamente tragico e drammatico. Ma una buona notizia c’è: la volontà di questi educatori di voler continuare a svolgere il proprio lavoro con dignità, professionalità e speranza.

Letizia Atti letizia.atti@gmail.com

martedì 27 marzo 2012

UN OMAGGIO ALLA NOSTRA CAUSA DA ACIDO MURIATICO (VENEZIA)


Vi ricordiamo che potete gustarvi altre deliziose opere del nostro collega ACIDO MURIATICO nella nostra nuova pagina "l'angolo creativo/educattivo".

martedì 20 marzo 2012