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martedì 12 aprile 2011
AVVISO:
Vi comunichiamo che il nostro programma in radio partirà da martedì 26 aprile alle ore 18 su radio kairos 105,85 o in streaming su www.radiokairos.it oppure dalla sezione link nel nostro blog.
lunedì 11 aprile 2011
PUBBLICHIAMO NOSTRO NUOVO COMUNICATO:
Casalecchio, 11 aprile 2011
Care colleghe e colleghi, un breve resoconto della trattativa in Via Cimarosa di giovedì scorso.
Gli enti locali hanno ipotizzato di poter ridurre il taglio da 1,4 milioni a 200-250.000 euro, possibilimente senza "intaccare l'offerta".
Questo vuol dire che c'è un impegno generico a non tagliare "ore operative", ma ad aprire un ragionamento per togliere risorse da fondi cassa degli interventi e altre voci.
Nello stesso tempo non possiamo essere d'accordo con l'ipotesi di tagliare due o trecentomila euro togliendo risorse dai fondi cassa degli interventi, dalla programmazione o dai rimborsi chilometrici.
Sarebbe una follia, ci verrebbe tolto con una mano quello che ci viene lasciato dall'altra.
ASC e Comuni si sono impegnati a fare un nuovo incontro con i sindacati dopo il 13-14 aprile. In quei giorni ci sarà una conferenza metropolitana sul tema sociosanitario in cui saranno distribuiti nuovi fondi regionali.
In tema di prevenzione, ASC ritiene di poter ridurre il taglio da 250.000 a 80.000.
Il taglio inizialmente proposto era di 35.000 euro su educazione al lavoro, 34.000 su educativa di strada, i restanti 190.000 su gruppi socioeducativi e interventi individuali.
Si sostiene di aver trovato oltre 100.000 euro, da sommare ai 60.000 "reperiti" per coprire il periodo gennaio-marzo.
Il prossimo incontro tra le parti sociali sarà il 28 aprile.
Sottolineiamo che tutto quello che è stato ottenuto fino ad ora è il risultato dello sforzo congiunto di educatori, genitori e sindacati.
Non a caso la nostra presenza durante la trattativa è stata molto efficace.
Nonstante l'incontro sia stato spostato all'ultimo dalla sede del Comune a Via Cimarosa, sono arrivate diverse decine di educatori. Le colleghe e i colleghi presenti sono entrati in ASC e hanno volantinato all'interno.
Se si è potuti passare da 1,4 milioni a una proposta di 250.000 euro, pensiamo che la nostra mobilitazione sia stata molto efficace.
Ma non molleremo e ci prepariamo a chiedere ai sindacati uno sciopero per la prima data utile, non solo perchè il nostro obiettivo è l'azzeramento dei tagli, ma anche perchè non vogliamo che il conto (salato) ci sia presentato con il bando di gara che uscirà a settembre.
Neanche mezz'ora di meno.
Educatrici ed educatori contro i tagli
Care colleghe e colleghi, un breve resoconto della trattativa in Via Cimarosa di giovedì scorso.
Gli enti locali hanno ipotizzato di poter ridurre il taglio da 1,4 milioni a 200-250.000 euro, possibilimente senza "intaccare l'offerta".
Questo vuol dire che c'è un impegno generico a non tagliare "ore operative", ma ad aprire un ragionamento per togliere risorse da fondi cassa degli interventi e altre voci.
Nello stesso tempo non possiamo essere d'accordo con l'ipotesi di tagliare due o trecentomila euro togliendo risorse dai fondi cassa degli interventi, dalla programmazione o dai rimborsi chilometrici.
Sarebbe una follia, ci verrebbe tolto con una mano quello che ci viene lasciato dall'altra.
ASC e Comuni si sono impegnati a fare un nuovo incontro con i sindacati dopo il 13-14 aprile. In quei giorni ci sarà una conferenza metropolitana sul tema sociosanitario in cui saranno distribuiti nuovi fondi regionali.
In tema di prevenzione, ASC ritiene di poter ridurre il taglio da 250.000 a 80.000.
Il taglio inizialmente proposto era di 35.000 euro su educazione al lavoro, 34.000 su educativa di strada, i restanti 190.000 su gruppi socioeducativi e interventi individuali.
Si sostiene di aver trovato oltre 100.000 euro, da sommare ai 60.000 "reperiti" per coprire il periodo gennaio-marzo.
Il prossimo incontro tra le parti sociali sarà il 28 aprile.
Sottolineiamo che tutto quello che è stato ottenuto fino ad ora è il risultato dello sforzo congiunto di educatori, genitori e sindacati.
Non a caso la nostra presenza durante la trattativa è stata molto efficace.
Nonstante l'incontro sia stato spostato all'ultimo dalla sede del Comune a Via Cimarosa, sono arrivate diverse decine di educatori. Le colleghe e i colleghi presenti sono entrati in ASC e hanno volantinato all'interno.
Se si è potuti passare da 1,4 milioni a una proposta di 250.000 euro, pensiamo che la nostra mobilitazione sia stata molto efficace.
Ma non molleremo e ci prepariamo a chiedere ai sindacati uno sciopero per la prima data utile, non solo perchè il nostro obiettivo è l'azzeramento dei tagli, ma anche perchè non vogliamo che il conto (salato) ci sia presentato con il bando di gara che uscirà a settembre.
Neanche mezz'ora di meno.
Educatrici ed educatori contro i tagli
sabato 9 aprile 2011
RIPRENDIAMO ARTICOLO DEL RESTO DEL CARLINO DI STAMATTINA:
Visto che i nostri amministratori non ascoltano e non leggono, ripostiamo parte di una precedente lettera inviata a tutti gli amministratori del distretto:
L’argomentazione mai posta chiaramente ma sempre adombrata è che all’operatore arrivano in tasca 7,5 euro netti e i committenti ne paghiamo 20,40 lordi, dove finisce la differenza? Non succederà magari che in mezzo qualche dirigente di cooperativa ci mangi o ci siano una serie di sprechi all’interno del privato sociale?
Lo diciamo così, nettamente, in modo da non girare attorno al problema. Non intendiamo difendere qualche cooperativa in particolare, anche se sappiamo che il terzo settore è multiforme e si va dalla piccola realtà in cui il presidente prende lo stesso stipendio (o nessuno stipendio) degli altri lavoratori a grandi cooperative con migliaia di soci lavoratori, vere e proprie aziende i cui presidenti sono inseriti a pieno titolo nell’elite politica e sociale della nostra città.
Dall’altra parte, e questo ogni buon amministratore lo sa benissimo, i 20,40 euro (o i 19,28 che dir si voglia) corrispondono al costo orario da tabelle ministeriali di un educatore inquadrato al livello D2 o D1 del CCNL delle cooperative sociali. Sappiamo benissimo che ci arriva in tasca un terzo di quella cifra, ma su questo c’è molto poco da discutere, a meno che questa discussione non serva per chiedere un ritorno a qualcosa di simile al salario medio convenzionale (cioè una retribuzione con versamenti previdenziali ridotti).
Il nostro è un profilo professionale che prevede una formazione specifica di grado superiore alla scuola dell'obbligo e un corso di laurea almeno triennale. Quella degli educatori è una delle categorie più formate e meno pagate del mercato del lavoro.
Ovviamente siamo disponibili a coinvolgere le centrali cooperative, il Ministro, i sindacati, in un confronto sul tema del rispetto delle regole contrattuali e del titolo di studio nelle gare d’appalto . Ma partiamo dalla constatazione che l’esternalizzazione dei servizi è voluta dagli enti pubblici per motivi di risparmio. Lo sanno bene tutti quei comuni che invece di gestire nidi comunali con operatori inquadrati nel CCNL degli enti locali, preferiscono farlo gestire in convenzione dalle cooperative sociali. Una lavoratrice di cooperativa guadagna dai 300 ai 500 euro in meno di una pari mansione del pubblico.
Se domani potessimo arrivare ad una parificazione contrattuale o una internalizzazione, saremmo più che d’accordo. Provate a pagare 400, 500, 600 euro di affitto al mese, mantenere un figlio, pagare l’assicurazione della macchina, il telefono, le bollette con 1000 euro al mese. Un educatore in cassa integrazione poi ne guadagna il 30- 40 % in meno.
Ma il punto non è questo. Si parla degli sprechi gestionali delle cooperative, ma si agisce tagliando ore di lavoro con minori a rischio e ragazzi diversamente abili. Non si convocano le centrali cooperative ma gli insegnanti, i genitori, i neuropsichiatri per ragionare su quante ore tagliare sui singoli interventi individuali........
venerdì 8 aprile 2011
PUBBLICHIAMO DALL'INFORMAZIONE DI OGGI:
L’incontro di ieri dirottato dal municipio alla sede di Ausl e Asc per timore di un sit-in di protesta
Educatori, partita ancora aperta
Ma si teme che la sospensione dei tagli sia solo un rinvio a settembre
Lo striscione esposto ieri per protesta dagli educatori
Massimo Corsini
In un articolo su “C a s a l e cchio
News”, il sindaco Simone
Gamberini aveva annunciato
di sospendere qualsiasi
decisione sui tagli relativi agli
interventi educativi, generati
dai mancati trasferimenti ai
comuni, fino alla data di ieri.
Data in cui le parti sociali si
sono incontrate per trovare una
via d’uscita ai già annunciati
tagli agli educatori delle
cooperative sociali che operano
nel distretto. E alla fine cosa
è stato deciso? Spiega il delegato
alla Funzione pubblica
Simone Raffaeli: «Sembra ci
sia un impegno da parte di ASC
a non tagliare ore operative
di intervento sull’h a n d icap
scolastico e forse anche
sul disagio. ASC dice che il famoso
taglio di un milione e
mezzo annunciato inizialmente
potrebbe essere contenuto
di circa 300 mila euro, ma per
essere sicuri bisogna aspettare
la conferenza metropolitana
sui servizi socio sanitari di
metà aprile. Nulla di certo
quindi, ma se la partita è ancora
aperta è grazie alla mobilitazione
degli educatori».
L’appuntamento era, ieri
pomeriggio, alle 16.30, in teoria
in comune a Casalecchio,
ma quando educatori e sindacalisti
si sono trovati davanti
al municipio hanno imparato
con sorpresa che la riunione
era stata dirottata in via Cimarosa
dove nello stesso stabilimento
si trovano ASC e l’Au -
sl. «Forse hanno cercato di
spiazzarci perché hanno avuto
il sentore che ci saremmo
organizzati per un piccolo
sit-in», ha ipotizzato qualcuno.
Poco importa, perché gli
“educator icontroitagli” de l
distretto di Casalecchio ieri
pomeriggio erano davanti
all’Ausl con il loro striscione
“ASC insieme tagli 2011. Non
vi è libertà ogni qualvolta
l’uomo cessi di essere persona
e diventi cosa”. Ed ovviamente
ad essere diventati “c osa”
sono proprio loro dal momento
che un taglio in termini
di economia è diventato un
taglio di personale. Anzi di
persone. La paura fino a ieri
era che ASC e Comuni accettassero
di non effettuare tagli
fino alla fine dell’anno scolastico
per poi riproporre a settembre
prossimo, dal momento
che a dicembre scadono
i vecchi contratti delle
cooperative sociali che operano
al momento su Casalecchio,
una nuova gara d’a p p a lto
con un numero di risorse
molto più esiguo.
Educatori, partita ancora aperta
Ma si teme che la sospensione dei tagli sia solo un rinvio a settembre
Lo striscione esposto ieri per protesta dagli educatori
Massimo Corsini
In un articolo su “C a s a l e cchio
News”, il sindaco Simone
Gamberini aveva annunciato
di sospendere qualsiasi
decisione sui tagli relativi agli
interventi educativi, generati
dai mancati trasferimenti ai
comuni, fino alla data di ieri.
Data in cui le parti sociali si
sono incontrate per trovare una
via d’uscita ai già annunciati
tagli agli educatori delle
cooperative sociali che operano
nel distretto. E alla fine cosa
è stato deciso? Spiega il delegato
alla Funzione pubblica
Simone Raffaeli: «Sembra ci
sia un impegno da parte di ASC
a non tagliare ore operative
di intervento sull’h a n d icap
scolastico e forse anche
sul disagio. ASC dice che il famoso
taglio di un milione e
mezzo annunciato inizialmente
potrebbe essere contenuto
di circa 300 mila euro, ma per
essere sicuri bisogna aspettare
la conferenza metropolitana
sui servizi socio sanitari di
metà aprile. Nulla di certo
quindi, ma se la partita è ancora
aperta è grazie alla mobilitazione
degli educatori».
L’appuntamento era, ieri
pomeriggio, alle 16.30, in teoria
in comune a Casalecchio,
ma quando educatori e sindacalisti
si sono trovati davanti
al municipio hanno imparato
con sorpresa che la riunione
era stata dirottata in via Cimarosa
dove nello stesso stabilimento
si trovano ASC e l’Au -
sl. «Forse hanno cercato di
spiazzarci perché hanno avuto
il sentore che ci saremmo
organizzati per un piccolo
sit-in», ha ipotizzato qualcuno.
Poco importa, perché gli
“educator icontroitagli” de l
distretto di Casalecchio ieri
pomeriggio erano davanti
all’Ausl con il loro striscione
“ASC insieme tagli 2011. Non
vi è libertà ogni qualvolta
l’uomo cessi di essere persona
e diventi cosa”. Ed ovviamente
ad essere diventati “c osa”
sono proprio loro dal momento
che un taglio in termini
di economia è diventato un
taglio di personale. Anzi di
persone. La paura fino a ieri
era che ASC e Comuni accettassero
di non effettuare tagli
fino alla fine dell’anno scolastico
per poi riproporre a settembre
prossimo, dal momento
che a dicembre scadono
i vecchi contratti delle
cooperative sociali che operano
al momento su Casalecchio,
una nuova gara d’a p p a lto
con un numero di risorse
molto più esiguo.
giovedì 7 aprile 2011
Di seguito la nostra risposta ai dubbi della consulta mista (tecnici AUSL e rappresentanti di associazioni utenti) del distretto di Casalecchio. In coda c'è la loro lettera in modo che possiate ricostruire il tutto.
Gentile presidente, ci scusiamo per il ritardo con cui rispondiamo alla sua risposta alla lettera aperta che abbiamo indirizzato agli amministratori dei comuni e di ASC. Tra l’altro ci sentiamo particolarmente gratificati dalla sua attenzione in quanto, come abbiamo più volte sottolineato, in questo periodo ci sentiamo molto vicini all’associazionismo che rappresenta i cittadini/utenti del distretto.
Tuttavia in questa sede siamo sostanzialmente a ribadire quanto già scritto. Riteniamo infatti che nella lettera si possano leggere i numeri e intuire i nomi. Abbiamo omesso volutamente di citare persone in quanto non vogliamo venire meno a quei principi di eleganza dello stile con cui ci siamo prefissi di esprimere le nostre rivendicazioni. Tra l’altro, pensiamo che gli sprechi siano maggiormente imputabili a scelte politiche e a indirizzi organizzativi sbagliati che alla qualità delle persone implicate.
Proviamo comunque a fare uno sforzo ulteriore di chiarimento.
Visto che da noi è stato già ampiamente denunciato in svariate occasioni pubbliche, tralasciamo tutto il discorso riguardante il “pressapochismo” con cui è stato gestito il passaggio dei Servizi da AUSL ad ASC, per soffermarci unicamente sugli ultimi passaggi della vicenda, in quanto li riteniamo particolarmente esemplificativi dell’insieme della questione. Parliamo dell’area “Minori e Famiglie”. Dal 1 marzo ASC Insieme ha tagliato due figure di Coordinamento degli interventi di prevenzione della devianza e dell’emarginazione sociale di cui una con funzioni di Figura di Sistema. Queste figure hanno contribuito non solo a gestire gli interventi ma a creare una organizzazione, una metodologia e una cultura che altri territori ci invidiano.
Questa rimozione è avvenuta da un giorno all’altro senza consentire la ricerca di una possibile soluzione e senza prevedere un adeguato passaggio di consegne e la dovuta comunicazione ai referenti istituzionali (Regione, Provincia, Comuni, Scuole, Forze dell’Ordine, Servizi Sanitari, Volontariato e Privato Sociale) di cui erano riferimento. Di conseguenza sono state sospese le equipe multiprofessionali, la Commissioni Disagio e i Tavoli di Comunità, cioè tutti gli strumenti che garantivano coerenza, efficienza ed efficacia ai servizi di prevenzione. (Sembra che di recente si vogliano ripristinare, ma come e con chi non è ancora dato a sapere).
E’ stato affidato un incarico di otto ore settimanali (da Marzo a Giugno?!) ad una figura esterna al Distretto che non conosce la complessità e le risorse presenti sul territorio, che ignora le tipologie di intervento presenti e che per ovvi motivi non potrà in alcun modo assolvere al ruolo di coordinamento tecnico e di raccordo tra servizi sociali – educativi - sanitari e i soggetti istituzionali e non. E’ un incarico che ad ASC costa € 4.200, pochi ma sprecati, svolto tra l’altro da una dipendente del Comune di Bologna. Alcuni rischiano di perdere il lavoro, altri lo raddoppiano. Inoltre il turn over di personale, soprattutto quando è competente, è fonte di “spreco” di denaro pubblico.
Oltre alle considerazioni di opportunità economica ed etica di questa operazione ci chiediamo quale sia il modello di servizi che si intende perseguire rinunciando alle figure che progettano e gestiscono gli interventi di prevenzione nel territorio reale, conosciuto con un lavoro di più di 10 anni, in favore di figure sempre più staccate dal territorio e che gestiscono i servizi con un “approccio da slide” . Quale è quindi il ruolo dell’Ufficio di Piano, il cui Responsabile, assente anche fisicamente in momenti strategici fondamentali (quando si decidevano i tagli), dovrebbe essere elemento di raccordo fondamentale con i referenti politici e tecnici dei Comuni, dell’ASC e dell’Ausl?
Ci siamo poi chiesti quale sia stato e sia in questo nuovo panorama il ruolo del Direttore del Distretto e quello della Responsabile dell’Area di Integrazione Sociosanitaria dell’Ausl, che tra l’altro gestivano questi servizi fino ad un anno fa. Entrambe sono state confermate, così come i loro stipendi mentre il Distretto si è svuotato con il trasferimento delle funzioni all’esterno. Tutte le Aree, prima in capo al Distretto, sono passate all’ASC: Area Anziani, Minori e Famiglie e Disabilità. Per non farsi mancare nulla, ASC ne ha poi aggiunta una: le “ Vecchie e Nuove Povertà”.
L’Azienda Usl che non gestisce più i Servizi Socio-Sanitari, ha ancora un responsabile dell’Area di Integrazione Sociale e Sanitaria che, abbiamo potuto constatare, non si è posta a garanzia nemmeno della continuità dei livelli di integrazione esistenti tra servizi sociali e sanitari. Basti vedere la vicenda della proposta di tagli alle ore di educatore per l’integrazione degli alunni disabili a Scuola. L’Asc propone il taglio e l’Ausl non si esprime! Per fortuna si sono mossi i genitori ma allora sorge spontanea la domanda: cosa fa la Responsabile dell’Area di Integrazione, cosa il Direttore del Distretto? Se non ci fosse stata la mobilitazione dei genitori accanto ai casi di Foggia e di La Spezia (la Gelmini denunciata per inosservanza della L.104), oggi ci sarebbe anche il caso di Casalecchio.
Quale ruolo hanno oggi e soprattutto hanno avuto ieri i Dirigenti dell’Ausl nella progettazione dell’ASC, nella valutazione delle scelte metodologiche e organizzative di questa nuova Azienda, nelle azioni di programmazione e verifica, nella valutazione dell’impatto che la nuova gestione ha sulla qualità dei servizi integrati sociali e sanitari rivolti ai cittadini del territorio?
Non possiamo evitare di constatare che ad un numero decisamente elevato di Dirigenti che ricevono compensi altrettanto elevati non abbia corrisposto la stessa elevata capacità di programmazione e che il risultato, sotto gli occhi di tutti dopo solo un anno di gestione ASC, sia la minaccia di chiusura di alcuni servizi in rete e la forte riduzione quali-quantitativa di servizi di sostegno dovuti ai cittadini e la rinuncia ad un patrimonio di buone prassi, per altro costato impegno ed investimento di tante risorse (anche economiche).
Non crediamo che la situazione attuale derivi unicamente dalla carenza di risorse economiche trasferite ad ASC e indichiamo, come possibile fonte di risparmio e ambito di rimodulazione dei servizi diretti al cittadino anche una valutazione sui costi sostenuti per:
Direttore del Distretto Ausl
Direttore dell’ASC
Presidente dell’ASC
Responsabile dell’Area di Integrazione Sociale e Sanitaria dell’Ausl
Responsabile dell’Ufficio di Piano
Consiglio di Amministrazione dell’ASC
Amministrativi dell’Ausl
Amministrativi dell’ASC
Amministrativi dell’Ufficio di Piano
Sia chiaro, noi non chiediamo la rimozione di nessuno (non ne abbiamo né il potere, né l’intenzione), ribadiamo soltanto il fatto che quando si chiedono sacrifici questi devono essere condivisi tra tutti e non ricadere solamente sui cittadini più esposti e sugli educatori che operano nei servizi di prossimità. Pensate alla disparità di condizione che c’è tra un dirigente che, caschi il mondo, non viene mai messo in discussione e un disabile che perde l’aiuto di un educatore (anche, si certo, noi pensiamo che sia un diritto fondamentale della persona anche quello) nel tempo libero? O ad un educatore che non vede riconosciute le sue ore se, pur presentandosi a scuola, il ragazzo quel giorno è assente?
Per noi non è certo un piacere persistere nella mobilitazione, bensì un obbligo. Siamo tecnici, non politici. Ma lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo a tutte le persone cui abbiamo rivolto i nostri interventi in tutti questi anni.
Distinti saluti
Gli educatori che operano sul Distretto di Casalecchio negli interventi a favore dell’handicap e del disagio minorile.
P.S. Siccome anche alcuni di noi sono presenti ai tavoli del Welfare, quella è certo la sede adeguata per lavorare insieme per trovare possibili soluzioni alle questioni che stiamo ponendo.
Come presidente del Comitato Consultivo Misto del Distretto di Casalecchio e come componente del Tavolo del Welfare, sono rimasto molto colpito dal contenuto della vostra lettera. Viene messo in evidenza: sperpero di risorse economiche e umane, consiglio di amministrazione pesante, gestione organizzativa miope, reinserimento imposto di personale, turnover eccessivo, scempio di risorse pubbliche, consulenze esterne non necessarie, personale AUSL in eccesso, rapporti falsati con le coop sociali, . . . .
Il Comitato ha incontrato due volte ASC. Ho partecipato al Tavolo del Welfare del 4 marzo, in cui gli interventi di Gamberini e Fabbri sono stati particolarmente significativi. Quanto da voi denunciato lascia perplessi.
Dato per scontato che la situazione attuale comporta necessariamente la rimodulazione di alcuni servizi, qualora le vostre affermazioni fossero corredate da numeri e nomi, potremmo accordarci per un vostro intervento in una seduta del Comitato, per valutare quale sia l'effettivo impatto delle scelte (mal)fatte sulla qualità di vità della popolazione. Naturalmente non si apre un tavolo di trattativa (non è la funzione del Comitato) ma potrebbe essere l'occasione per meglio conoscere le problematiche nei servizi ai cittadini a fronte delle loro aspettative.
Distinti saluti
Idelfonso Camozzi
Tuttavia in questa sede siamo sostanzialmente a ribadire quanto già scritto. Riteniamo infatti che nella lettera si possano leggere i numeri e intuire i nomi. Abbiamo omesso volutamente di citare persone in quanto non vogliamo venire meno a quei principi di eleganza dello stile con cui ci siamo prefissi di esprimere le nostre rivendicazioni. Tra l’altro, pensiamo che gli sprechi siano maggiormente imputabili a scelte politiche e a indirizzi organizzativi sbagliati che alla qualità delle persone implicate.
Proviamo comunque a fare uno sforzo ulteriore di chiarimento.
Visto che da noi è stato già ampiamente denunciato in svariate occasioni pubbliche, tralasciamo tutto il discorso riguardante il “pressapochismo” con cui è stato gestito il passaggio dei Servizi da AUSL ad ASC, per soffermarci unicamente sugli ultimi passaggi della vicenda, in quanto li riteniamo particolarmente esemplificativi dell’insieme della questione. Parliamo dell’area “Minori e Famiglie”. Dal 1 marzo ASC Insieme ha tagliato due figure di Coordinamento degli interventi di prevenzione della devianza e dell’emarginazione sociale di cui una con funzioni di Figura di Sistema. Queste figure hanno contribuito non solo a gestire gli interventi ma a creare una organizzazione, una metodologia e una cultura che altri territori ci invidiano.
Questa rimozione è avvenuta da un giorno all’altro senza consentire la ricerca di una possibile soluzione e senza prevedere un adeguato passaggio di consegne e la dovuta comunicazione ai referenti istituzionali (Regione, Provincia, Comuni, Scuole, Forze dell’Ordine, Servizi Sanitari, Volontariato e Privato Sociale) di cui erano riferimento. Di conseguenza sono state sospese le equipe multiprofessionali, la Commissioni Disagio e i Tavoli di Comunità, cioè tutti gli strumenti che garantivano coerenza, efficienza ed efficacia ai servizi di prevenzione. (Sembra che di recente si vogliano ripristinare, ma come e con chi non è ancora dato a sapere).
E’ stato affidato un incarico di otto ore settimanali (da Marzo a Giugno?!) ad una figura esterna al Distretto che non conosce la complessità e le risorse presenti sul territorio, che ignora le tipologie di intervento presenti e che per ovvi motivi non potrà in alcun modo assolvere al ruolo di coordinamento tecnico e di raccordo tra servizi sociali – educativi - sanitari e i soggetti istituzionali e non. E’ un incarico che ad ASC costa € 4.200, pochi ma sprecati, svolto tra l’altro da una dipendente del Comune di Bologna. Alcuni rischiano di perdere il lavoro, altri lo raddoppiano. Inoltre il turn over di personale, soprattutto quando è competente, è fonte di “spreco” di denaro pubblico.
Oltre alle considerazioni di opportunità economica ed etica di questa operazione ci chiediamo quale sia il modello di servizi che si intende perseguire rinunciando alle figure che progettano e gestiscono gli interventi di prevenzione nel territorio reale, conosciuto con un lavoro di più di 10 anni, in favore di figure sempre più staccate dal territorio e che gestiscono i servizi con un “approccio da slide” . Quale è quindi il ruolo dell’Ufficio di Piano, il cui Responsabile, assente anche fisicamente in momenti strategici fondamentali (quando si decidevano i tagli), dovrebbe essere elemento di raccordo fondamentale con i referenti politici e tecnici dei Comuni, dell’ASC e dell’Ausl?
Ci siamo poi chiesti quale sia stato e sia in questo nuovo panorama il ruolo del Direttore del Distretto e quello della Responsabile dell’Area di Integrazione Sociosanitaria dell’Ausl, che tra l’altro gestivano questi servizi fino ad un anno fa. Entrambe sono state confermate, così come i loro stipendi mentre il Distretto si è svuotato con il trasferimento delle funzioni all’esterno. Tutte le Aree, prima in capo al Distretto, sono passate all’ASC: Area Anziani, Minori e Famiglie e Disabilità. Per non farsi mancare nulla, ASC ne ha poi aggiunta una: le “ Vecchie e Nuove Povertà”.
L’Azienda Usl che non gestisce più i Servizi Socio-Sanitari, ha ancora un responsabile dell’Area di Integrazione Sociale e Sanitaria che, abbiamo potuto constatare, non si è posta a garanzia nemmeno della continuità dei livelli di integrazione esistenti tra servizi sociali e sanitari. Basti vedere la vicenda della proposta di tagli alle ore di educatore per l’integrazione degli alunni disabili a Scuola. L’Asc propone il taglio e l’Ausl non si esprime! Per fortuna si sono mossi i genitori ma allora sorge spontanea la domanda: cosa fa la Responsabile dell’Area di Integrazione, cosa il Direttore del Distretto? Se non ci fosse stata la mobilitazione dei genitori accanto ai casi di Foggia e di La Spezia (la Gelmini denunciata per inosservanza della L.104), oggi ci sarebbe anche il caso di Casalecchio.
Quale ruolo hanno oggi e soprattutto hanno avuto ieri i Dirigenti dell’Ausl nella progettazione dell’ASC, nella valutazione delle scelte metodologiche e organizzative di questa nuova Azienda, nelle azioni di programmazione e verifica, nella valutazione dell’impatto che la nuova gestione ha sulla qualità dei servizi integrati sociali e sanitari rivolti ai cittadini del territorio?
Non possiamo evitare di constatare che ad un numero decisamente elevato di Dirigenti che ricevono compensi altrettanto elevati non abbia corrisposto la stessa elevata capacità di programmazione e che il risultato, sotto gli occhi di tutti dopo solo un anno di gestione ASC, sia la minaccia di chiusura di alcuni servizi in rete e la forte riduzione quali-quantitativa di servizi di sostegno dovuti ai cittadini e la rinuncia ad un patrimonio di buone prassi, per altro costato impegno ed investimento di tante risorse (anche economiche).
Non crediamo che la situazione attuale derivi unicamente dalla carenza di risorse economiche trasferite ad ASC e indichiamo, come possibile fonte di risparmio e ambito di rimodulazione dei servizi diretti al cittadino anche una valutazione sui costi sostenuti per:
Direttore del Distretto Ausl
Direttore dell’ASC
Presidente dell’ASC
Responsabile dell’Area di Integrazione Sociale e Sanitaria dell’Ausl
Responsabile dell’Ufficio di Piano
Consiglio di Amministrazione dell’ASC
Amministrativi dell’Ausl
Amministrativi dell’ASC
Amministrativi dell’Ufficio di Piano
Sia chiaro, noi non chiediamo la rimozione di nessuno (non ne abbiamo né il potere, né l’intenzione), ribadiamo soltanto il fatto che quando si chiedono sacrifici questi devono essere condivisi tra tutti e non ricadere solamente sui cittadini più esposti e sugli educatori che operano nei servizi di prossimità. Pensate alla disparità di condizione che c’è tra un dirigente che, caschi il mondo, non viene mai messo in discussione e un disabile che perde l’aiuto di un educatore (anche, si certo, noi pensiamo che sia un diritto fondamentale della persona anche quello) nel tempo libero? O ad un educatore che non vede riconosciute le sue ore se, pur presentandosi a scuola, il ragazzo quel giorno è assente?
Per noi non è certo un piacere persistere nella mobilitazione, bensì un obbligo. Siamo tecnici, non politici. Ma lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo a tutte le persone cui abbiamo rivolto i nostri interventi in tutti questi anni.
Distinti saluti
Gli educatori che operano sul Distretto di Casalecchio negli interventi a favore dell’handicap e del disagio minorile.
P.S. Siccome anche alcuni di noi sono presenti ai tavoli del Welfare, quella è certo la sede adeguata per lavorare insieme per trovare possibili soluzioni alle questioni che stiamo ponendo.
Come presidente del Comitato Consultivo Misto del Distretto di Casalecchio e come componente del Tavolo del Welfare, sono rimasto molto colpito dal contenuto della vostra lettera. Viene messo in evidenza: sperpero di risorse economiche e umane, consiglio di amministrazione pesante, gestione organizzativa miope, reinserimento imposto di personale, turnover eccessivo, scempio di risorse pubbliche, consulenze esterne non necessarie, personale AUSL in eccesso, rapporti falsati con le coop sociali, . . . .
Il Comitato ha incontrato due volte ASC. Ho partecipato al Tavolo del Welfare del 4 marzo, in cui gli interventi di Gamberini e Fabbri sono stati particolarmente significativi. Quanto da voi denunciato lascia perplessi.
Dato per scontato che la situazione attuale comporta necessariamente la rimodulazione di alcuni servizi, qualora le vostre affermazioni fossero corredate da numeri e nomi, potremmo accordarci per un vostro intervento in una seduta del Comitato, per valutare quale sia l'effettivo impatto delle scelte (mal)fatte sulla qualità di vità della popolazione. Naturalmente non si apre un tavolo di trattativa (non è la funzione del Comitato) ma potrebbe essere l'occasione per meglio conoscere le problematiche nei servizi ai cittadini a fronte delle loro aspettative.
Distinti saluti
Idelfonso Camozzi
lunedì 4 aprile 2011
COMUNICAZIONE IMPORTANTE:
Cari colleghi e colleghe,
come spero sappiate tutti, giovedì pomeriggio alle 16.30 si terrà al Comune di Casalecchio l'incontro tra i rappresentanti sindacali e quelli di Asc. Dovrebbe essere sancito il blocco dei tagli SU TUTTI I SERVIZI, e non solo gli scolastici, fino a giugno, E L'IMPEGNO FORMALE AD ATTIVARSI PER REPERIRE NUOVE RISORSE ECONOMICHE, tali da partire a settembre in condizioni meno drammatiche di quelle che ci prospettano.
E' evidente a tutti la delicatezza di questo passaggio, a cui siamo arrivati grazie al grandissimo impegno e a tutte le iniziative messe in campo in questi mesi.
Per tutti , la richiesta è di partecipare al presidio che intendiamo organizzare in concomitanza dell'incontro, quindi giovedì pomeriggio a partire dalle 16.30 davanti al Comune (ma chi può arrivare solo più tardi è comunque benvenuto): ci sembra molto importante mostrarci ancora una volta, e in una circostanza che speriamo essere decisiva per il nostro futuro in senso positivo, presenti, numerosi e compatti.
Sappiamo che il moltiplicarsi di incontri, riunioni, eventi a cui è necessario partecipare "appesantisce" la giornata lavorativa e privata di ognuno, e che diventa forte la tentazione di pensare "tanto ci saranno gli altri, a farlo", ma ricordiamo che senza questa mobilitazione quasi sicuramente ognuno di noi si troverebbe, ad oggi, a lavorare con un monte ore ridottto, in alcuni casi di parecchio.
Certi dunque della vostra numerosa partecipazione, vi diamo appuntamento a giovedì, a partire dalle 16.30.
Buona giornata a tutti!
come spero sappiate tutti, giovedì pomeriggio alle 16.30 si terrà al Comune di Casalecchio l'incontro tra i rappresentanti sindacali e quelli di Asc. Dovrebbe essere sancito il blocco dei tagli SU TUTTI I SERVIZI, e non solo gli scolastici, fino a giugno, E L'IMPEGNO FORMALE AD ATTIVARSI PER REPERIRE NUOVE RISORSE ECONOMICHE, tali da partire a settembre in condizioni meno drammatiche di quelle che ci prospettano.
E' evidente a tutti la delicatezza di questo passaggio, a cui siamo arrivati grazie al grandissimo impegno e a tutte le iniziative messe in campo in questi mesi.
Per tutti , la richiesta è di partecipare al presidio che intendiamo organizzare in concomitanza dell'incontro, quindi giovedì pomeriggio a partire dalle 16.30 davanti al Comune (ma chi può arrivare solo più tardi è comunque benvenuto): ci sembra molto importante mostrarci ancora una volta, e in una circostanza che speriamo essere decisiva per il nostro futuro in senso positivo, presenti, numerosi e compatti.
Sappiamo che il moltiplicarsi di incontri, riunioni, eventi a cui è necessario partecipare "appesantisce" la giornata lavorativa e privata di ognuno, e che diventa forte la tentazione di pensare "tanto ci saranno gli altri, a farlo", ma ricordiamo che senza questa mobilitazione quasi sicuramente ognuno di noi si troverebbe, ad oggi, a lavorare con un monte ore ridottto, in alcuni casi di parecchio.
Certi dunque della vostra numerosa partecipazione, vi diamo appuntamento a giovedì, a partire dalle 16.30.
Buona giornata a tutti!
venerdì 1 aprile 2011
PUBBLICHIAMO RISPOSTE AD INTERROGAZIONE N. 1099/2011 E A NOSTRA LETTERA DA M. SERRA:
Al Consigliere Regionale Roberto Sconciaforni
e p. c. Al Presidente dell’Assemblea Legislativa
LL. SS.
Oggetto: Risposta all’interrogazione n. 1099/2011
La Regione Emilia-Romagna nel 2010, pur in presenza di un pesante
ridimensionamento dei trasferimenti statali, ha approvato con la DGR 2288/2010 il
riparto del Fondo Sociale Regionale per una somma sostanzialmente invariata rispetto
al 2009. Questo grazie ad un importante impegno finanziario a carico del bilancio
regionale, che ha visto, fra l’altro, il rifinanziamento, per il secondo anno consecutivo,
del Fondo sociale straordinario per 22 milioni di euro, destinato in particolare al
sostegno delle responsabilità familiari e a favore dell’infanzia e adolescenza.
Complessivamente la regione ha ripartito agli enti locali oltre 82 milioni di euro e
ai comuni del distretto di Casalecchio per il finanziamento, attraverso i piani di zona, del
sistema dei servizi sociali e socio-educativi, sono stati assegnati 1.640.980 euro, contro
i 1.646.995 dell’anno precedente. Come si vede pertanto, seppure con destinazioni in
parte diverse, i trasferimenti regionali finalizzati al sostegno della rete dei servizi sociali
e socio-educativi sul territorio di Casalecchio sono rimasti sostanzialmente invariati.
Tali fondi, assegnati prevalentemente al comune di Casalecchio in qualità di ente
capofila dell’ambito distrettuale, devono essere programmati nell’ambito degli indirizzi
regionali e secondo le priorità stabilite a livello territoriale attraverso la sottoscrizione del
programma Attuativo del Piano di Zona 2011.
Il Piano sociale e sanitario riconosce infatti la centralità del ruolo e della
responsabilità dei comuni, associati a livello distrettuale, nella funzione di
programmazione e indirizzo del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari.
TIPO ANNO NUMERO
REG. PG /2011 /80512
DEL 30 / 03 / 2011
Va sottolineato che la spesa che i comuni sostengono a favore dei servizi sociali
e socio educativi, come noto in Emilia-Romagna fra le più alte a livello nazionale, è
finanziata per una quota che mediamente di attesta intorno a 10% dalla regione, mentre
la restante quota è a carico dei bilanci comunali. Questo rende evidente come le scelte
relative alla gestione e sviluppo del sistema di servizi siano pienamente da ricondurre
all’autonomia decisionale degli enti locali che si trovano a dover conciliare una
crescente pressione sulla domanda di servizi, in parte indotta dal protrarsi della
situazione di crisi economica e occupazionale, con vincoli di bilancio particolarmente
stringenti, soprattutto a seguito delle recenti manovre finanziarie dello stato.
In merito alla specifica questione della contrazione del servizio di sostegno
educativo agli alunni disabili, l’Azienda Consortile Insieme segnala che la previsione di
bilancio 2011 riporta la dimensione del servizio a quella sostenuta nel 2008, ossia al
fabbisogno consolidato nel territorio di educativa scolastica prima che fosse richiesto ai
comuni, a partire dal 2009, di sopperire con propri educatori scolastici al taglio operato
dal Ministero dell’Istruzione sugli insegnanti di sostegno ai disabili e minori con disagio
nelle scuole dell’obbligo e superiori.
Si evidenzia infine che la giunta regionale, nell’iter di approvazione degli atti di
programmazione e riparto delle risorse dei Fondi a sostegno delle politiche sociali,
socio-sanitarie e socio-educative, garantisce il pieno coinvolgimento e confronto con le
parti sociali a livello regionale.
Cordiali saluti.
F.to Teresa Marzocchi
DI SEGUITO RISPOSTA A NOSTRA LETTERA DI MICHELE SERRA:
Cari educatori, che la politica abbia orecchie poco disponibili all'ascolto è un dato certo. La situazione è peggiorata negli ultimi anni, quando i partiti di massa hanno via via ridotto (anche per debolezza) i loro terminali nel territorio, e si sono rinchiusi nelle loro stanze. Non so come fare per aiutarvi ad ottenere ascolto, e un colloquio con Donini. Questo è un periodo di "fai da te" spinto al massimo. Di auto-organizzazione e di movimenti. Dico solo che è un peccato, grande, che la sinistra faccia così fatica a vivere con le porte aperte, e le orecchie attente alle parole delle persone.
Grazie della vostra lettera
Michele Serra
e p. c. Al Presidente dell’Assemblea Legislativa
LL. SS.
Oggetto: Risposta all’interrogazione n. 1099/2011
La Regione Emilia-Romagna nel 2010, pur in presenza di un pesante
ridimensionamento dei trasferimenti statali, ha approvato con la DGR 2288/2010 il
riparto del Fondo Sociale Regionale per una somma sostanzialmente invariata rispetto
al 2009. Questo grazie ad un importante impegno finanziario a carico del bilancio
regionale, che ha visto, fra l’altro, il rifinanziamento, per il secondo anno consecutivo,
del Fondo sociale straordinario per 22 milioni di euro, destinato in particolare al
sostegno delle responsabilità familiari e a favore dell’infanzia e adolescenza.
Complessivamente la regione ha ripartito agli enti locali oltre 82 milioni di euro e
ai comuni del distretto di Casalecchio per il finanziamento, attraverso i piani di zona, del
sistema dei servizi sociali e socio-educativi, sono stati assegnati 1.640.980 euro, contro
i 1.646.995 dell’anno precedente. Come si vede pertanto, seppure con destinazioni in
parte diverse, i trasferimenti regionali finalizzati al sostegno della rete dei servizi sociali
e socio-educativi sul territorio di Casalecchio sono rimasti sostanzialmente invariati.
Tali fondi, assegnati prevalentemente al comune di Casalecchio in qualità di ente
capofila dell’ambito distrettuale, devono essere programmati nell’ambito degli indirizzi
regionali e secondo le priorità stabilite a livello territoriale attraverso la sottoscrizione del
programma Attuativo del Piano di Zona 2011.
Il Piano sociale e sanitario riconosce infatti la centralità del ruolo e della
responsabilità dei comuni, associati a livello distrettuale, nella funzione di
programmazione e indirizzo del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari.
TIPO ANNO NUMERO
REG. PG /2011 /80512
DEL 30 / 03 / 2011
Va sottolineato che la spesa che i comuni sostengono a favore dei servizi sociali
e socio educativi, come noto in Emilia-Romagna fra le più alte a livello nazionale, è
finanziata per una quota che mediamente di attesta intorno a 10% dalla regione, mentre
la restante quota è a carico dei bilanci comunali. Questo rende evidente come le scelte
relative alla gestione e sviluppo del sistema di servizi siano pienamente da ricondurre
all’autonomia decisionale degli enti locali che si trovano a dover conciliare una
crescente pressione sulla domanda di servizi, in parte indotta dal protrarsi della
situazione di crisi economica e occupazionale, con vincoli di bilancio particolarmente
stringenti, soprattutto a seguito delle recenti manovre finanziarie dello stato.
In merito alla specifica questione della contrazione del servizio di sostegno
educativo agli alunni disabili, l’Azienda Consortile Insieme segnala che la previsione di
bilancio 2011 riporta la dimensione del servizio a quella sostenuta nel 2008, ossia al
fabbisogno consolidato nel territorio di educativa scolastica prima che fosse richiesto ai
comuni, a partire dal 2009, di sopperire con propri educatori scolastici al taglio operato
dal Ministero dell’Istruzione sugli insegnanti di sostegno ai disabili e minori con disagio
nelle scuole dell’obbligo e superiori.
Si evidenzia infine che la giunta regionale, nell’iter di approvazione degli atti di
programmazione e riparto delle risorse dei Fondi a sostegno delle politiche sociali,
socio-sanitarie e socio-educative, garantisce il pieno coinvolgimento e confronto con le
parti sociali a livello regionale.
Cordiali saluti.
F.to Teresa Marzocchi
DI SEGUITO RISPOSTA A NOSTRA LETTERA DI MICHELE SERRA:
Cari educatori, che la politica abbia orecchie poco disponibili all'ascolto è un dato certo. La situazione è peggiorata negli ultimi anni, quando i partiti di massa hanno via via ridotto (anche per debolezza) i loro terminali nel territorio, e si sono rinchiusi nelle loro stanze. Non so come fare per aiutarvi ad ottenere ascolto, e un colloquio con Donini. Questo è un periodo di "fai da te" spinto al massimo. Di auto-organizzazione e di movimenti. Dico solo che è un peccato, grande, che la sinistra faccia così fatica a vivere con le porte aperte, e le orecchie attente alle parole delle persone.
Grazie della vostra lettera
Michele Serra
mercoledì 30 marzo 2011
NOSTRO COMUNICATO:
Casalecchio di Reno, 30/03/2011
Come educatori ed educatrici del Distretto di Casalecchio sosteniamo completamente la posizione ribadita da CGIL e USB dopo l'assemblea di venerdì scorso. Siamo convinti che dall'incontro tra le parti sociali convocato per il 7 aprile si possa uscire solo ritirando tutte le proposte di taglio, altrimenti sarà necessario andare a uno sciopero nella prima data utile dopo quel giorno.
Guardiamo con preoccupazione ai prossimi mesi. Rimandare la rimodulazione (leggi: taglio) non significa eliminarla.
I sindaci continuano ad affermare che gli attuali appalti permettono loro di togliere fino al 20% delle risorse dedicate a ogni singolo servizio in corso d'anno.
Possiamo solo immaginare cosa questo possa voler dire nel prossimo periodo.
Tra pochi mesi usciranno i bandi per le gare d'appalto su molti di questi servizi.
La cosa più probabile è che questi bandi siano costruiti su risorse ancora inferiori.
La nuova gara d'appalto metterà di nuovo in pericolo anche quei servizi che ora sembrano al sicuro fino a settembre, come il socioeducativo scolastico.
I Comuni devono impegnarsi a fondo non solo per posticipare la data di inizio della "rimodulazione" (leggi tagli), ma anche per rifinanziare i servizi senza copertura economica.
I soldi invece ci sono, basta andarli a cercare.
Si prendano ad esempio dai 40 milioni di euro di multe alle imprese che non assumono in legge 104 che giacciono inutilizzati, come è emerso dalla stampa negli ultimi giorni.
Si mettano insieme creando dei Fondi di inserimento per combattere l'emarginazione sociale.Si crei un fondo ad hoc alla cui formazione possano contribuire con donazioni i dirigenti di enti locali e aziende sanitarie, che hanno stipendi pari a 5-6 volte quelli degli educatori che debbono essere tagliati.
Le risorse ci sono, bisogna avere la volontà politica di trovarle.
Educatrici ed educatori contro i tagli
sabato 26 marzo 2011
Appello ai sindacati per mantenere stato di agitazione e indire una data di sciopero
26 marzo 2011
Appello
Siamo educatrici ed educatori che lavorano nelle cooperative sociali del distretto di Casalecchio di Reno.
Come sapete bene, nelle ultime settimane i Comuni e ASC InSieme hanno confermato l'entità dei tagli sui servizi sociali, per una cifra che si avvicina a 1,4 milioni di euro. Grazie allo stato d'agitazione lanciato da CGIL e USB, insieme alla manifestazione del 5 marzo con genitori e utenti, i sindaci hanno fatto un parziale passo indietro e hanno proposto di far partire le 18.000 ore di taglio sui servizi socioeducativi scolastici (su un numero complessivo che supera le 30.000) non più da marzo ma da settembre, con l'inizio del prossimo anno scolastico.
Da settembre partirà comunque una decurtazione di servizi che metterà in pericolo posti di lavoro (18.000 ore sono 470 settimane di lavoro a tempo pieno) e soprattutto un patrimonio di welfare.
I tagli quindi rimangono, anche se i sindaci hanno affermato di poter utilizzare il 5 per mille per coprire almeno una parte del taglio sul tempo libero adulti (circa 1.000 ore) e hanno accennato a un fondo interdistrettuale che comunque coprirebbe solo una piccola parte della cifra complessiva.
Rimane comunque in piedi l'ipotesi formulata dal Sindaco di Casalecchio e dalla direzione di ASC InSieme, che ipotizzano almeno 15-20 esuberi fra di noi.
Crediamo che non si possa permettere un colpo così pesante nei confronti dei diritti del lavoro e soprattutto di un welfare che in tutti questi anni, come lavoratori e come sindacato, abbiamo difeso con tenacia.
Facciamo appello alla CGIL e a USB affinchè mantengano lo stato d'agitazione fino a quando non si sia chiarita la situazione e finchè non siano ritirati tutti i tagli e chiediamo ai sindacati di lanciare una data di sciopero, il prima possibile, se nei prossimi giorni i Comuni non apriranno a una proposta di tavoli di discussione veri. Di pari passo chiediamo ai Comuni di non far partire la riorganizzazione del servizio e trovare, tutti gli attori coinvolti, soluzioni condivise.
Primi firmatari
Simone Raffaelli (educatore, RSA CGIL Coop Libertas)
Filippo Nuzzi (educatore, RSA CGIL Csapsa)
Ilaria Pietrafesa (educatrice, RSA CGIL Centri Accoglienza La Rupe)
Mariarosa Di Marco (educatrice, RSA USB Coop GECO)
Simonetta Vecchi (Oss, RSA CGIL Coop Libertas)
Luigi Marenna (educatore, RSA CGIL Centri Accoglienza La Rupe)
Cristina Mirco (educatrice coop. GECO)
Monia Mattioli (educatrice Coop CSAPSA)
Simona Autelitano (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Gabriele Macciantelli (educatore coop GECO, iscritto CGIL)
Enrico Toffenetti (educatore coop GECO, iscritto CGIL)
Carmelo Laganà (educatore Coop Libertas)
Nadia Cestele (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Sara Guidi (educatrice coop GECO)
Paolo Coceancig (educatore CSAPSA)
Rosario Boccadifuoco (ecucatore Coop GECO)
Valentina Trevisan (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Chiara Mattarozzi (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Cristina Baraldi (Oss, Coop Libertas, iscritta CGIL)
Massimiliano Belluzzi (educatore coop. GECO)
Monica Bonfiglioli (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Marica Prandini (educatrice Coop Geco, iscritta CGIL)
Anna Carla Longo (educatrice Coop Libertas)
Laura Villani (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Giorgia Govoni (educatrice coop GECO, iscritta CGIL)
Sonia Giacometti (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Giorgia Golfarini, (educatrice coop GECO, iscritta USB)
Arcuri Stefania (educatrice coop GECO, iscritta USB)
Ferrari Luca (educatore Coop Libertas, iscritto USB)
Laura Fazi (educatrice coop GECO)
Caterina Guidi (educatrice Coop Libertas)
Ambra Rondelli (educatrice coop GECO)
Carlo Masu (educatore coop GECO)
Tatiana Carnevali (educatrice, Coop Libertas)
Laura Pichler (educatrice Csapsa)
Roberta Cubicciotti (educatrice CSAPSA)
Andrea Saibene (educatore coop GECO)
Angela Stoffella (educatrice cooperativa La Carovana)
Marcello Lolli (educatore Centri Accoglienza La Rupe)
Matteo Morozzi (educatore CSAPSA)
Matteo Lazzaretti (educatore C.S.A.P.S.A.)
Marco Arvieri (educatore C.S.A.P.S.A)
Barbara Bertozzi (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Giovanna Artale (educatrice CSAPSA)
Giacomo Minuto (educatore CSAPSA)
Mario Nicoletti (educatore Csapsa)
Simona Bruni (educatrice CSAPSA)
Michela Concialdi (educatriceCSAPSA)
Emanuela Mattiazzi (educatrice C.S.A.P.S.A.)
Gaetano Mastromatteo (educatore Geco)
Angela Mangini, (educatrice GECO, iscritta USB)
Silvano Scalia (educatore GECO)
Rosa Caruso (educatrice CSAPSA)
Luigi Garrisi (educatore C.S.A.P.S.A).
Michela Soavi (educatrice Coop Libertas)
Tiziano Merlino (educatore CSAPSA)
Lorenzo Buratti (educatore CSAPSA)
Elisa Fallavena (educatrice coop Libertas)
Salvatore Della Capa (educatore Coop GECO)
Maria Letizia Ralletti (educatrice Coop Libertas)
Oderica Ghirardi (educatrice Coop La Carovana)
Alessandra Malucelli (Coop. CSAPSA)
Enzo Orlando (Coop. GECO)
Luca Fantin (coop. Geco)
Riccardo Nicoletti (Coop Libertas - Coop Geco)
Francesca Fenara (educatrice Coop GECO)
Ombretta Lorenzini (coop Geco)
Eleonora Guerra (educatrice Coop Libertas)
Cornelia Martiello (educatrice CSAPSA)
Cristina Nascetti (educatrice Libertas)
Chiara Brighetti (educatrice C.S.A.P.S.A)
Felicia Amato (educatrice Coop Libertas)
Antonietta Trombetta (educatrice Coop. GECO)
Cervellati Erika (Coop Libertas)
Katia Bandini (educatrice CSAPSA)
Simonetta Dal Lago (educatrice Coop Geco)
Pietro Domenico Gatto (educatore CSAPSA)
Caroli Teresa (educatrice coop Libertas)
Claudia Filipetta (educatrice coop. Geco)
Maria Cristina Bolognini (educatrice Coop GECO, iscritta CISL)
Fabri Barbara (educatrice Coop Libertas)
Elena Chiacchio (educatrice coop GECO)
Rosanna D'Anzelis (educatrice coop.GECO, iscritta CISL)
Mioli Antonella (educatrice coop Libertas)
Agnese Lorenzini (educatrice Coop GECO)
Chiara Brighetti (educatrice Coop CSAPSA)
Daniele Cancelliere (educatore Coop GECO)
Alessandra Villa (educatrice coop Libertas)
Gianni Ganda (educatore CSAPSA)
Arianna Betti (educatrice coop Libertas)
Gabriele Trombetti (educatore Coop Libertas)
Daniele Campbell ( Coop G.E.C.O.)
Magda Paoli (educatrice CSAPSA)
Simona Lommano (educatrice Coop GECO)
Giampiero Di Cintio (educatore CSAPSA)
Riccardo Toffenetti(educatore CSAPSA)
Noemi Usai (educatrice Coop GECO)
Silvia Branca (educatrice coop. Geco, iscritta USB)
Manuela Russo (educatrice CSAPSA)
Fabien Bassetti (educatore La Carovana)
Nadia Beriotto (educatrice Coop GECO)
Barbara Di Camillo (educatrice Coop GECO)
Stefania Petucco (educatrice CADIAI)
Stella Capurso (educatrice CSAPSA)
Daniela Tani (educatrice Libertas)
Angela Cardamone (educatrice CSAPSA)
Francesca Carcangiu (educatrice GECO)
Francesca Serra (educatrice Coop Libertas)
Kathryn De Souza (educatrice Coop Libertas)
Alessandro Coraci (educatore GECO)
Giampiero Di Cintio (educatore CSAPSA)
Nuema Valdifiori (educatrice GECO)
Manuel Mesoraca (educatore Centri Accoglienza La Rupe, iscritto CGIL)
Alessandro Celano (educatore GECO)
Alessandra Davide (educatrice GECO)
Roberta Zocca /educatrice Coop Libertas)
Marica Serra (educatrice Coop Libertas)
Barbara Petrini (educatrice GECO)
Fabrizio Mazzetti (educatore GECO)
Chiara Aiello (educatrice GECO)
Appello
Siamo educatrici ed educatori che lavorano nelle cooperative sociali del distretto di Casalecchio di Reno.
Come sapete bene, nelle ultime settimane i Comuni e ASC InSieme hanno confermato l'entità dei tagli sui servizi sociali, per una cifra che si avvicina a 1,4 milioni di euro. Grazie allo stato d'agitazione lanciato da CGIL e USB, insieme alla manifestazione del 5 marzo con genitori e utenti, i sindaci hanno fatto un parziale passo indietro e hanno proposto di far partire le 18.000 ore di taglio sui servizi socioeducativi scolastici (su un numero complessivo che supera le 30.000) non più da marzo ma da settembre, con l'inizio del prossimo anno scolastico.
Da settembre partirà comunque una decurtazione di servizi che metterà in pericolo posti di lavoro (18.000 ore sono 470 settimane di lavoro a tempo pieno) e soprattutto un patrimonio di welfare.
I tagli quindi rimangono, anche se i sindaci hanno affermato di poter utilizzare il 5 per mille per coprire almeno una parte del taglio sul tempo libero adulti (circa 1.000 ore) e hanno accennato a un fondo interdistrettuale che comunque coprirebbe solo una piccola parte della cifra complessiva.
Rimane comunque in piedi l'ipotesi formulata dal Sindaco di Casalecchio e dalla direzione di ASC InSieme, che ipotizzano almeno 15-20 esuberi fra di noi.
Crediamo che non si possa permettere un colpo così pesante nei confronti dei diritti del lavoro e soprattutto di un welfare che in tutti questi anni, come lavoratori e come sindacato, abbiamo difeso con tenacia.
Facciamo appello alla CGIL e a USB affinchè mantengano lo stato d'agitazione fino a quando non si sia chiarita la situazione e finchè non siano ritirati tutti i tagli e chiediamo ai sindacati di lanciare una data di sciopero, il prima possibile, se nei prossimi giorni i Comuni non apriranno a una proposta di tavoli di discussione veri. Di pari passo chiediamo ai Comuni di non far partire la riorganizzazione del servizio e trovare, tutti gli attori coinvolti, soluzioni condivise.
Primi firmatari
Simone Raffaelli (educatore, RSA CGIL Coop Libertas)
Filippo Nuzzi (educatore, RSA CGIL Csapsa)
Ilaria Pietrafesa (educatrice, RSA CGIL Centri Accoglienza La Rupe)
Mariarosa Di Marco (educatrice, RSA USB Coop GECO)
Simonetta Vecchi (Oss, RSA CGIL Coop Libertas)
Luigi Marenna (educatore, RSA CGIL Centri Accoglienza La Rupe)
Cristina Mirco (educatrice coop. GECO)
Monia Mattioli (educatrice Coop CSAPSA)
Simona Autelitano (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Gabriele Macciantelli (educatore coop GECO, iscritto CGIL)
Enrico Toffenetti (educatore coop GECO, iscritto CGIL)
Carmelo Laganà (educatore Coop Libertas)
Nadia Cestele (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Sara Guidi (educatrice coop GECO)
Paolo Coceancig (educatore CSAPSA)
Rosario Boccadifuoco (ecucatore Coop GECO)
Valentina Trevisan (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Chiara Mattarozzi (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Cristina Baraldi (Oss, Coop Libertas, iscritta CGIL)
Massimiliano Belluzzi (educatore coop. GECO)
Monica Bonfiglioli (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Marica Prandini (educatrice Coop Geco, iscritta CGIL)
Anna Carla Longo (educatrice Coop Libertas)
Laura Villani (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Giorgia Govoni (educatrice coop GECO, iscritta CGIL)
Sonia Giacometti (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Giorgia Golfarini, (educatrice coop GECO, iscritta USB)
Arcuri Stefania (educatrice coop GECO, iscritta USB)
Ferrari Luca (educatore Coop Libertas, iscritto USB)
Laura Fazi (educatrice coop GECO)
Caterina Guidi (educatrice Coop Libertas)
Ambra Rondelli (educatrice coop GECO)
Carlo Masu (educatore coop GECO)
Tatiana Carnevali (educatrice, Coop Libertas)
Laura Pichler (educatrice Csapsa)
Roberta Cubicciotti (educatrice CSAPSA)
Andrea Saibene (educatore coop GECO)
Angela Stoffella (educatrice cooperativa La Carovana)
Marcello Lolli (educatore Centri Accoglienza La Rupe)
Matteo Morozzi (educatore CSAPSA)
Matteo Lazzaretti (educatore C.S.A.P.S.A.)
Marco Arvieri (educatore C.S.A.P.S.A)
Barbara Bertozzi (educatrice Coop Libertas, iscritta CGIL)
Giovanna Artale (educatrice CSAPSA)
Giacomo Minuto (educatore CSAPSA)
Mario Nicoletti (educatore Csapsa)
Simona Bruni (educatrice CSAPSA)
Michela Concialdi (educatriceCSAPSA)
Emanuela Mattiazzi (educatrice C.S.A.P.S.A.)
Gaetano Mastromatteo (educatore Geco)
Angela Mangini, (educatrice GECO, iscritta USB)
Silvano Scalia (educatore GECO)
Rosa Caruso (educatrice CSAPSA)
Luigi Garrisi (educatore C.S.A.P.S.A).
Michela Soavi (educatrice Coop Libertas)
Tiziano Merlino (educatore CSAPSA)
Lorenzo Buratti (educatore CSAPSA)
Elisa Fallavena (educatrice coop Libertas)
Salvatore Della Capa (educatore Coop GECO)
Maria Letizia Ralletti (educatrice Coop Libertas)
Oderica Ghirardi (educatrice Coop La Carovana)
Alessandra Malucelli (Coop. CSAPSA)
Enzo Orlando (Coop. GECO)
Luca Fantin (coop. Geco)
Riccardo Nicoletti (Coop Libertas - Coop Geco)
Francesca Fenara (educatrice Coop GECO)
Ombretta Lorenzini (coop Geco)
Eleonora Guerra (educatrice Coop Libertas)
Cornelia Martiello (educatrice CSAPSA)
Cristina Nascetti (educatrice Libertas)
Chiara Brighetti (educatrice C.S.A.P.S.A)
Felicia Amato (educatrice Coop Libertas)
Antonietta Trombetta (educatrice Coop. GECO)
Cervellati Erika (Coop Libertas)
Katia Bandini (educatrice CSAPSA)
Simonetta Dal Lago (educatrice Coop Geco)
Pietro Domenico Gatto (educatore CSAPSA)
Caroli Teresa (educatrice coop Libertas)
Claudia Filipetta (educatrice coop. Geco)
Maria Cristina Bolognini (educatrice Coop GECO, iscritta CISL)
Fabri Barbara (educatrice Coop Libertas)
Elena Chiacchio (educatrice coop GECO)
Rosanna D'Anzelis (educatrice coop.GECO, iscritta CISL)
Mioli Antonella (educatrice coop Libertas)
Agnese Lorenzini (educatrice Coop GECO)
Chiara Brighetti (educatrice Coop CSAPSA)
Daniele Cancelliere (educatore Coop GECO)
Alessandra Villa (educatrice coop Libertas)
Gianni Ganda (educatore CSAPSA)
Arianna Betti (educatrice coop Libertas)
Gabriele Trombetti (educatore Coop Libertas)
Daniele Campbell ( Coop G.E.C.O.)
Magda Paoli (educatrice CSAPSA)
Simona Lommano (educatrice Coop GECO)
Giampiero Di Cintio (educatore CSAPSA)
Riccardo Toffenetti(educatore CSAPSA)
Noemi Usai (educatrice Coop GECO)
Silvia Branca (educatrice coop. Geco, iscritta USB)
Manuela Russo (educatrice CSAPSA)
Fabien Bassetti (educatore La Carovana)
Nadia Beriotto (educatrice Coop GECO)
Barbara Di Camillo (educatrice Coop GECO)
Stefania Petucco (educatrice CADIAI)
Stella Capurso (educatrice CSAPSA)
Daniela Tani (educatrice Libertas)
Angela Cardamone (educatrice CSAPSA)
Francesca Carcangiu (educatrice GECO)
Francesca Serra (educatrice Coop Libertas)
Kathryn De Souza (educatrice Coop Libertas)
Alessandro Coraci (educatore GECO)
Giampiero Di Cintio (educatore CSAPSA)
Nuema Valdifiori (educatrice GECO)
Manuel Mesoraca (educatore Centri Accoglienza La Rupe, iscritto CGIL)
Alessandro Celano (educatore GECO)
Alessandra Davide (educatrice GECO)
Roberta Zocca /educatrice Coop Libertas)
Marica Serra (educatrice Coop Libertas)
Barbara Petrini (educatrice GECO)
Fabrizio Mazzetti (educatore GECO)
Chiara Aiello (educatrice GECO)
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