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giovedì 19 gennaio 2012

ULTIM'ORA: DATI PARZIALI CONSULTAZIONI SULLA PREINTESA DEL RINNOVO CCNL COOP:SOCIALI:

Cari colleghi e care colleghe,

di seguito i risultati parziali delle assemblee per la consultazione sulla pre intesa per il Ccnl delle Coop Sociali finora tenute sul territorio bolognese.
Manca un'ultima assemblea nella giornata di domani, ma come Educatori contro i tagli possiamo affermare che il No (che abbiamo sostenuto convintamente, soprattutto nel territorio Casalecchiese) ha ottenuto fino ad ora un ottimo risultato, nonostante i pochi giorni per organizzare le assemblee e il fatto che nella maggior parte delle riunioni l'unica posizione rappresentata fosse quella per il Sì.
I sì si attestano infatti per ora a 101 voti favorevoli (57,1 %), i no a 60 voti (34,1%), le astensioni a 16 (8,8%).

Ecco i risultati assemblea per assemblea:


Dolce CADIAI Voli (Nidi e Materne di S.Giorgio di Piano e zone limitrofe, fatta il 19/01 mattina)
32-0-8
Dolce CADIAI Voli (S.Giorgio di Piano, assemblea serale del 19/01)
14-0-1
Villa Calvi- Virgo Fidelis (12 gennaio)
20-0-0
SAD Dolce S.Vitale (18 gennaio)
5-0-0
Coop Ada (11 gennaio)
17-1-0
Asc InSieme- Libertas/Csapsa/Cadiai/Dolce/La Rupe/Coop Att.sociali Distretto Casalecchio
5-59-7
CD Ancora Sasso Marconi
8-0-0

risultati parziali:
favorevoli: 101
contrari: 60
astenuti: 16
Dati da Udine parziali: 4 si, 7 no e 5 astenuti.(Da commento su nostro post risultati Casalecchio)
P.S: Ci dispiace notare che son state organizzate poche assemblee e con scarsissima informazione non solo a Bologna ma in tutto il territorio nazionale.

martedì 17 gennaio 2012

ULTIM'ORA: A CASALECCHIO VINCONO I NO ALLA PREINTESA AL RINNOVO CCNL COOP.SOCIALI.

Ieri sera, riuniti in assemblea sindacale, gli operatori e le operatrici del distretto di Casalecchio di Reno hanno decisamente respinto la preintesa sul Ccnl delle Cooperative sociali proposta da CGIL, CISL e UIL, con 59 voti contrari, 5 favorevoli e 7 astenuti.

...
Il nostro è stato un voto contro la precarietà, contro il contratto di apprendistato e contro un governo che fa cassa tagliando sui servizi e sui diritti di chi lavora.

E' stato un voto per un sindacato democratico, capace di accogliere le istanze che vengono dal basso, effettivo rappresentante dei nostri bisogni.

Erano presenti più di 70 (in 64 hanno siglato il foglio presenze) educatrici, educatori e Oss di Cadiai, Coop Libertas Assistenza, Csapsa, Coop Attività sociali, Ancora, Dolce, Centri Accoglienza la Rupe.

Aspettiamo i risultati definitivi a livello provinciale e nazionale: si tratta solo dell'inizio di un percorso in difesa non solo dei nostri servizi, ma anche dei diritti di tutti e tutte.

Per noi è stato anche un grande risultato riuscire a fare una discussione di questo genere davanti a tante colleghe e colleghi di realtà così diverse, a dimostrazione che prima di tutto i nostri interessi sono gli stessi a prescindere dalla cooperativa per cui lavoriamo e del tipo di servizio su cui siamo impiegati.


Educatrici ed educatori contro i tagli

educatoriuniti2011@gmail.com
 

 Vi invitiamo a seguire oggi (martedì 17 gennaio) la nostra trasmissione radio "Signori e signore il welfare è sparito!!" ore 18 su radio kairos 105,85 o in streaming su www.radiokairos.it con approfondimenti ed interviste dall'assemblea di Casalecchio.
Educatori ed educatrici contro i tagli

sabato 14 gennaio 2012

ALCUNI BUONI MOTIVI PER VOTARE NO ALLA PREINTESA SUL CONTRATTO DELLE COOPERATIVE SOCIALI:

Nelle prossime due settimane nei luoghi di lavoro si effettuerà la consultazione sulla preintesa sul Ccnl delle cooperative sociali firmata da CGIL, CISL e UIL insieme a Federsolidarietà-Confcooperative, Legacoopsociali e AGCI.
Secondo noi questo accordo è insufficiente e si tratta di una proposta che va respinta. Proviamo a spiegare brevemente perché partendo dai contenuti della proposta....

Apprendistato: negli ultimi giorni sta prendendo quota, in ambiente sindacale, l'ipotesi di “scambiare” l’abolizione dell'Articolo 18 con l’applicazione diffusa del contratto di apprendistato.

Come sappiamo tutti, il governo sta forzando per proporre una “revisione” dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970) aumentando da 15 a 50 la soglia del numero dei dipendenti per le aziende che vogliono licenziare senza giusta causa.

A fronte di una proposta così radicale, la risposta sindacale sembra essere quella di rimandare la discussione sull'Articolo 18 accordandosi invece per una applicazione diffusa dell'apprendistato: nella sostanza, quello che viene anche proposto nella pre-intesa sul Ccnl delle cooperative sociali.

Ma l'apprendistato è veramente una garanzia di lavoro per le giovani generazioni?

L'apprendistato non sarebbe il contratto precario (perché tale è, visto che si richiede solo un minimo del 70% di conferme di assunzione per gli apprendisti), ma uno dei tanti, che si andrebbe ad aggiungere alle 45 tipologie introdotte dalla legge 30 e dall’ex ministro dell’Economia Tremonti, che nessuno pensa di abolire.

L'applicazione dell'apprendistato al nostro Ccnl rischia di essere l'ennesimo cavallo di Troia per precarizzare in maniera ancora più generalizzata i lavoratori del nostro settore al di sotto dei 29 anni.


E gli altri lavoratori? Noi pensiamo che sarebbe ancora più difficile la riassunzione di coloro che non hanno occupazione e quell'età l'hanno superata da tempo!

Salario: non solo la distanza del risultato (70 euro in tre tranches) dalla piattaforma originaria (140 euro!) è enorme, ma si fa strada il principio del non recupero degli arretrati e delle tranches versate addirittura dopo la scadenza del contratto stesso (marzo2013).

Politica sindacale: è possibile “conquistare” un contratto essendone privi da due anni, senza neppure un'ora di sciopero? Evidentemente sì, e questi sono i risultati.
Quando lo sciopero si poteva fare (dicembre 2010) Cisl e Uil erano completamente allineate al governo Berlusconi e avevano deciso che la parola d'ordine era la pace sociale, sempre e comunque.

Ci viene detto che se vince il No rischiamo di restare altri due anni senza contratto, che le cooperative applicheranno i loro regolamenti o si faranno un contratto con i sindacati di comodo stile Fiat o Aias.

Occorre smarcarsi dalla linea del meno peggio!



Quando arriva l'ora di invertire questo piano inclinato?

Sarà necessario ritornare in trattativa, ma con la consapevolezza e il coraggio di difendere e rilanciare su diritti e salario, non introdurre cedimenti facendoli passare per conquiste.


chiediamo alla Cgil di smarcarsi dai ricatti delle altre sigle sindacali e delle controparti

chiediamo anche alle organizzazioni sindacali che, come noi, sono per votare no, di far sentire la loro voce

chiediamo a tutti di essere fedeli alla vocazione originaria del sindacato: difendere e promuovere la dignità, i diritti e il salario dei lavoratori e delle lavoratrici!

NEANCHE MEZZ’ORA DI MENO

NEANCHE 1 EURO DI MENO

NO ALL’APPRENDISTATO FORMATIVO

mercoledì 11 gennaio 2012

AVVISO: CONVOCAZIONE ASSEMBLEA SINDACALE SUL RINNOVO DEL CCNL COOP.SOCIALI PER GLI OPERATORI SOCIALI DEL DISTRETTO DI CASALECCHIO.

Carissime e carissimi colleghi/e,

lunedì prossimo 16 gennaio dalle ore 18 alle ore 20, presso la Camera del Lavoro di Casalecchio di Reno (Galleria Ronzani, di fronte alla stazione dei treni), si terrà l’assemblea sindacale retribuita per tutti i lavoratori delle cooperative avente come oggetto la consultazione sull'ipotesi di accordo sul Ccnl (contratto nazionale) sottoscritto da CGIL, CISL e UIL e dalle centrali cooperative Legacoop sociali, Federsolidarietà-Confcooperative e AGCI.


 L'assemblea è convocata per i lavoratori delle Cooperative Libertas, CADIAI, Società Dolce, Centri Accoglienza La Rupe, CSAPSA, Coop Attività Sociali.

Vi ricordiamo che è importantissimo partecipare ed esercitare il proprio diritto di voto sulla proposta che verrà fatta dalle Organizzazioni Sindacali. Noi "Educatori conto i tagli" invitiamo a votare NO. La cosa più importante è partecipare alle decisioni che riguardano il nostro destino. E' questo l'unico modo che esiste per (ri)dare dignità al nostro mestiere.

Educatori contro i Tagli

martedì 10 gennaio 2012

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DA "LA PIAZZA EDUCATIVA":

Per fare gli educatori ora serve anche l'APPRENDISTATO: comportando retribuzioni all’85% rispetto allo spettante per qualifica.

pubblicata da La PiazzaEducativa il giorno martedì 10 gennaio 2012 alle ore 14.12
Condividiamo in pieno le istanze degli "Educatori uniti contro i tagli" contro la nuova ipotesi sul CCNL delle Coop sociali.
Oltre a fare ore e ore di stage non retribuiti durante gli anni di università e conseguire la laurea adesso per fare gli educatori ci aspetterebbe anche un periodo di apprendistato con una retribuzione all'85% rispetto allo spettante per la qualifica professionale. Sebbene sia condiviso che occorre misurarsi sul campo oltre che sostenere gli esami per poter svolgere al meglio una professione importante e delicata come la nostra riteniamo che bastino le molte ore obbligatorie di stage non retribuito durante gli anni di università e che l'apprendistato non sia altro che un modo per dilatare ancora la precarietà. Oltre a questo è ancora aperta la questione degli educatori senza titolo: in quasi tutte le regioni Italiane, infatti, per fare l'educatore non è nemmeno necessaria la laurea o in alternativa ci sono psicologi e sociologi che fanno tranquillamente gli educatori mentre i laureati in Scienze della Formazione finiscono a fare i commessi!!
Per quanto ancora l'educatore verrà svalutato e la sua professione marginalizzata?
Per quanto ancora non si capirà che è proprio l'educatore è una di quelle figure chiave che, occupandosi del recupero dal disagio sociale, può contribuire significativamente per l'uscita da questa crisi gigantesca?

E' arrivato il momento di svegliarsi, di prendere coscienza del disegno politico di smantellamento dello stato sociale e con esso degli educatori che è in atto ed è inarrestabile; è giunta l'ora che TUTTI gli studenti di Scienze della Formazione e tutti gli Educatori inizino a sentire su di se la responsabilità della loro professione che rivendica insieme diritto al lavoro e diritto di cura e riabilitazione per i nostri utenti.

BASTA RESTARE A GUARDARE UNIAMOCI E FACCIAMO VALERE LE NOSTRE RAGIONI.

La PiazzaEducativa.


Tratto da: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Bologna-No-al-nuovo-contratto-per-gli-Educatori/10461
Venerdì 16 dicembre è stata firmata l’ipotesi d’accordo sul CCNL delle Cooperative sociali tra CGIL, CISL e UIL, Legacoop, Confcooperative, AGCI e Federsolidarietà.Il contratto precedente è scaduto alla fine del 2009.
La vera sorpresa del Ccnl 2010-12 è l’inserimento dell’apprendistato formativo. Com’è noto, il contratto di apprendistato, normato dal Dlgs 276/2003, non era stato fino ad oggi mai applicato all’interno delle cooperative sociali. Con il nuovo contratto esso sarà applicabile a tutti i livelli retributivi, comportando retribuzioni all’85% rispetto allo spettante per qualifica. Tra l’altro le aziende potranno assumere un numero di apprendisti fino all’80% dell’organico complessivo.Noi respingiamo questo tentativo palesemente volto a permettere il ridimensionamento retributivo di figure professionalmente qualificate (Educatori professionali e pedagogisti neolaureati) fino all’età di 29 anni, che impone tra l’altro a tanti giovani di rinviare ancora la possibilità di un’assunzione a tempo indeterminato. Vale infatti la pena di ricordare che si parla delle stesse figure professionali che, nel quadro del percorso di studi, devono fare un tirocinio formativo di 400 ore, non retribuito.Come se non bastasse, non si riconosce più a quel tirocinio e a quella laurea un valore abilitante, che può essere dato solo dall'apprendistato. Inoltre il periodo di apprendistato non è considerato utile ai fini della maturazione dell’anzianità, per cui questo lasso temporale (fino a 36 mesi per le mansioni più qualificate) non è conteggiato all’interno degli scatti.Esiste un modo più subdolo per risparmiare sul costo del lavoro? Conoscete un modo più incisivo per favorire l’inarrestabile ascesa della precarietà?

Il nostro invito è quello di andare a votare NO.
Vogliamo un contratto senza apprendistato, in cui siano riconosciuti professionalità e titoli distudio.Vogliamo un contratto che non sia un regalo alle esigenze di bilancio delle amministrazioni locali e del mondo cooperativo.Vogliamo ciò che ci spetta. L’elemosina non ci interessa.
Educatori ed educatrici contro i tagli

domenica 8 gennaio 2012

POSTIAMO NOSTRO VOLANTINO SUL RINNOVO CCNL COOP. SOCIALI:

Preintesa sul Contratto Nazionale 2010-12

Vota NO!!!





Venerdì 16 dicembre è stata firmata l’ipotesi d’accordo sul CCNL delle Cooperative sociali tra CGIL, CISL e UIL, Legacoop, Confcooperative, AGCI e Federsolidarietà.

Il contratto precedente è scaduto alla fine del 2009.  Sono ormai due anni che i lavoratori di questo settore, uno dei più colpiti dalla crisi, stanno aspettando un aumento contrattuale che porti il loro stipendio almeno oltre la soglia di sopravvivenza.

La strategia che ha portato alla firma di Venerdì scorso è stata una non-strategia.

In due anni di confronto non abbiamo visto in campo nessun serio tentativo, a parte qualche isolato presidio, di incalzare le organizzazioni cooperative. La CGIL ha deciso di sacrificare sull’altare dell’unità sindacale ogni velleità conflittuale, abbracciando di fatto le modalità di azione sindacale di Cisl e Uil.

Già si sente l’acre odore del consociativismo: sindacati, centrali cooperative, enti locali, tutti insieme a redigere e gestire le prossime gare d’appalto al ribasso. Come sempre, in tempi di crisi il consociativismo viene agito come pratica politica per esercitare il controllo del conflitto sociale.



Veniamo al sodo:

la proposta è quella di un aumento di 70 euro (lordi, ovviamente), che non viene neppure distribuito in un'unica soluzione, ma in tre tranches:
euro 30 dal 1 gennaio 2012 al livello CI
euro 20 dal 1 ottobre 2012 al livello CI
euro 20 dal 1 marzo 2013 al livello CI 

L’ultima tranche, e ci scappa da ridere, la troveremo in busta paga a contratto scaduto. Siamo certi che si provvederà celermente a rinnovare l’accordo!

Si aggiunga pure il fatto che nessun arretrato viene riconosciuto per i due anni persi dalla scadenza dell’ultimo Ccnl.



Apprendistato



Ma la vera sorpresa del Ccnl 2010-12 è l’inserimento dell’apprendistato formativo.

Com’è noto, il contratto di apprendistato, normato dal Dlgs 276/2003, non era stato fino ad oggi mai applicato all’interno delle cooperative sociali. Con il nuovo contratto esso sarà applicabile a tutti i livelli retributivi, comportando retribuzioni all’85% rispetto allo spettante per qualifica. Tra l’altro le aziende potranno assumere un numero di apprendisti fino all’80% dell’organico complessivo.

Noi respingiamo questo tentativo palesemente volto a permettere il ridimensionamento retributivo di figure professionalmente qualificate (Educatori professionali e pedagogisti neolaureati) fino all’età di 29 anni, che impone tra l’altro a tanti giovani di rinviare ancora la possibilità di un’assunzione a tempo indeterminato. 

Vale infatti la pena di ricordare che si parla delle stesse figure professionali che, nel quadro del percorso di studi, devono fare un tirocinio formativo di 400 ore, non retribuito.

Come se non bastasse, non si riconosce più a quel tirocinio e a quella laurea un valore abilitante, che può essere dato solo dall'apprendistato. Inoltre il periodo di apprendistato non è considerato utile ai fini della maturazione dell’anzianità, per cui questo lasso temporale (fino a 36 mesi per le mansioni più qualificate) non è conteggiato all’interno degli scatti.

Esiste un modo più subdolo per risparmiare sul costo del lavoro? Conoscete un modo più incisivo per favorire l’inarrestabile ascesa della precarietà?  



L’applicazione del contratto



Al pt.2, art.76 si prevede la possibilità di ricorrere a percorsi di “gradualità concordata” dalle parti per quanto riguarda l’applicazione del Ccnl. Cosa vuol dire?

Stiamo parlando di un settore che solo da pochi anni è riuscito ad emergere dal salario medio convenzionale e già rischia di farsi rinchiudere nella gabbia del lavoro “a sovranità limitata”.

Certo, ci verrà spiegato che questo passaggio serve ad esercitare una funzione di controllo nei confronti delle cooperative, per evitare che la non applicazione sia unilaterale e non concordata.

Verrà anche sottolineato che le regioni in cui il contratto viene effettivamente applicato sono quelle del centro-nord, mentre nel resto del paese si lavora sulla base dei regolamenti interni delle cooperative. E allora?

Perché fare una concessione del genere sul Ccnl, aprendo al piano inclinato delle richieste di gradualità, sdoganando il principio della derogabilità della parte economica del contratto a partire dalla seconda tranche?

Come potrà un comparto come il Terzo settore resistere alla morsa del volontariato e dell’associazionismo, una volta accettato il principio dell’applicazione graduale? 



Nel mese di gennaio si terranno assemblee consultive nei luoghi di lavoro.



Il nostro invito è quello di andare a votare NO.



Vogliamo un contratto senza apprendistato, in cui siano riconosciuti professionalità e titoli di

studio.



Vogliamo un contratto che non sia un regalo alle esigenze di bilancio delle amministrazioni locali e del mondo cooperativo.



Vogliamo ciò che ci spetta. L’elemosina non ci interessa.





Educatori ed educatrici contro i tagli



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TRASMISSIONE RADIO “signori e signore il welfare è sparito!” tutti i martedì ore 18 radiokairos 105,85




giovedì 5 gennaio 2012

POSTIAMO VIDEO DI G. STINCO DA PUBBLICOBENE.IT, SULLA NOSTRA TRASMISSIONE E SULLA SUSSIDARIETA' AI TEMPI DELLA CRISI:



P.s: Vi ricordiamo che martedì 10 gennaio ritorna "signore e signori il welfare è sparito!!" sempre alle ore 18 su radio kairos.

mercoledì 4 gennaio 2012

POSTIAMO COMUNICATO USB; SCIOPERO GENERALE IL 27 GENNAIO:


USB Unione Sindacale di Base



VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 27 GENNAIO 2012

A tutte le organizzazioni sindacali, ai movimenti ed alle forze politiche



USB, Cib-Unicobas, Snater, SlaiCobas, USI, SiCobas e OrSA hanno indetto lo sciopero generale per il 27 gennaio 2012. Uno sciopero che non è finalizzato esclusivamente al contrasto dei contenuti delle manovre che si sono succedute dal luglio 2011 ad oggi, ma che individua i veri obiettivi nel governo Monti che rappresenta gli interessi della finanza internazionale e delle aziende italiane, in questa Europa costruita non sui popoli ma sulle banche, sui cosiddetti “mercati” e sui grandi speculatori.
Le politiche economiche e antisociali di Monti sono in continuità con quelle di Berlusconi ma ancor più pericolose perché appoggiate e ispirate dal FMI e dalla BCE e perché confortate da un consenso quasi plebiscitario della grande maggioranza dei partiti italiani.
Cgil, Cisl e Uil sembrano più insofferenti alla mancanza della concertazione, o addirittura della
“collaborazione” instaurata da Cisl e Uil con il passato Ministro Sacconi, che non alle conseguenze sui lavoratori. Da ciò un approccio tutto politicista con un ricorso allo sciopero su obiettivi minimali che comunque esclude l'apertura di un vasto fronte di lotta.
A tutto ciò è necessario rispondere con il massimo della determinazione possibile, in termini
sindacali, sociali e politici, rifiutando la logica che ci vede cittadini e lavoratori pagatori di un debito che non abbiamo certo contribuito a far crescere, che oggettivamente non può e non deve essere pagato e che sta riducendo alla povertà milioni di donne e uomini in Europa e nel mondo.
Non c'è equità dove c'è un sistema basato sull'ingiustizia sociale, non c'è democrazia dove l'1%
impone i propri interessi sul 99%. E' indispensabile indicare obiettivi alti ed ambiziosi e al tempo stesso costruire le basi ed il tessuto sociale per riprendere un percorso di lotta che faccia prevalere gli interessi di molti rispetto a quelli di pochi.
Lo sciopero generale del 27 gennaio 2012 si inquadra in questo processo di mobilitazione ed è per questo motivo che è importante costruirlo attraverso un'ampia partecipazione che coinvolga tutte le forze sindacali conflittuali, i movimenti e le forze politiche che ritengono che un altro modo di produrre e di vivere sia possibile fuori dalle leggi del mercato che stanno strangolando interi popoli, depredando l'ambiente e facendo della guerra e dell'autoritarismo il modello di governo del mondo. 

L'appello che USB rivolge a tutti i soggetti che praticano opposizione sindacale, sociale e politica è quello di superare i tatticismi, le logiche di schieramento e le divisioni e
incomprensioni che spesso si sono create tra alcuni di noi e lavorare per costruire un
fronte coerente con alcuni obiettivi comuni ed una serie di scadenze, tra le quali quella
importante dello sciopero generale e della manifestazione nazionale del 27 gennaio 2012.
A questo scopo e rimanendo in attesa di concreti riscontri, sin da ora siamo disponibili a riunioni ed incontri che possano favorire tali necessarie ed auspicabili convergenze.




lunedì 2 gennaio 2012

NON CI SONO I SOLDI PER I SERVIZI SOCIALI, MA PER LE FORZE ARMATE.....ARTICOLO DAL MANIFESTO ON LINE:

Da "Il Manifesto", edizione on-line

Costi altissimi, ma niente tagli alla "casta" delle forze armate
di

Giulo Marcon



La manovra del governo Monti le spese militari non le ha nemmeno sfiorate. Si tratta di spese ingenti che ci mettono sempre tra i primi 10 paesi al mondo per spesa militare. Spendiamo pro-capite più della Germania. Ce lo possiamo permettere?



Il messaggio di fine anno inviato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola alle Forze Armate contiene finalmente l'implicita ammissione di una verità di cui i pacifisti e gli analisti più attenti sono consapevoli da tempo: le Forze Armate italiane sono sovradimensionate e bisogna ridurne gli organici. Costano troppo (23 miliardi di euro) e questo anche perché abbiamo troppi soldati e soprattutto troppi ufficiali e sottufficiali. Nonostante questo, la recente manovra del governo Monti le spese militari non le ha nemmeno sfiorate. Si tratta di spese ingenti che ci mettono sempre tra i primi 10 paesi al mondo per spesa militare. Spendiamo pro-capite più della Germania. Ce lo possiamo permettere?
In tutto, 180mila persone che fanno lievitare i costi delle Forze Armate a livelli incompatibili con la crisi economica che stiamo vivendo. Un dinosauro burocratico dove, in proporzione, abbiamo più generali che nell'esercito degli Stati Uniti, più comandanti (ufficiali e sottufficiali) che comandati (soldati) e che non riesce, con 180mila soldati e graduati, ad assicurare un soddisfacente turn over a 8mila militari che si trovano nelle missioni all'estero. Nelle Forze Armate regnano sprechi ed inefficienza, l'operatività è un concetto vago e la parola "casta" può benissimo essere utilizzata per i privilegi corporativi delle sue gerarchie. Per non parlare delle commistioni opache con quel via vai di commesse di armi con al centro Finmeccanica, in questo aiutata da ex generali e capi di stato maggiore assunti all'uopo.
Proprio nel messaggio di Di Paola si dice che la ristrutturazione che aspetta le Forze Armate nel 2012 deve essere all'insegna "della operatività e dell'efficienza", che tradotto in parole povere significa uno strumento militare pronto all'azione nei teatri di guerra, ben armato, integrato appieno nella Nato, pronto a mettersi al servizio di quell'umanitarismo-militare che ci ha visto ben attivi in Kosovo, Iraq e Afghanistan. Non a caso, nonostante la crisi, Di Paola non ha alcun ripensamento sul dispendioso programma dei cacciabombardieri F35 (15 miliardi di euro) e sugli altri sistemi d'arma, né tanto meno su una missione di guerra come quella in Afghanistan, che ci costa centinaia di milioni di euro l'anno. Il rischio è che si voglia ridurre il personale per destinare le risorse risparmiate ai sistemi d'arma. E' più che probabile. Invece bisognerebbe ridurre anche le spese per le armi, a partire dai caccia F35: si tratta di un importo che vale la metà dell'ultima manovra di Monti. Perché il rigore deve sempre valere per i pensionati, i lavoratori, i giovani e mai per le armi ed i militari? Perché si può sempre ridurre la spesa per la scuola, la sanità, il welfare e mai quella militare? Si potrebbe benissimo dimezzare del 50%, senza venire meno ai nostri obblighi internazionali. In tutto 13 miliardi: ecco dove trovare i soldi per fronteggiare la crisi.
Che le nostre Forze Armate abbiano poi un ruolo "di pace" nel mondo è discutibile. Almeno per l'Afghanistan, dove è in corso una guerra da dieci anni e i nostri soldati vi sono pienamente coinvolti. Ma se - come dice Di Paola - obiettivo del nostro impegno nelle missioni all'estero è di portare pace, democrazia e sicurezza alle popolazioni civili, sarebbe stato opportuno dedicare un «commosso pensiero» non solo ai nostri militari morti nella missione in Afghanistan, ma anche alle tante vittime civili afgane causate dal nostro intervento e dai nostri alleati. Si tratta di molte persone e non di "effetti collaterali", la cui vita vale quella come quella dei nostri militari caduti. E, anche per il nostro ministro della Difesa, sarebbe un atto di rispetto ricordarsene in questi giorni festivi di afflato umanitario.
* Sbilanciamoci